Anche a 50 vedove i vitalizi della Casta

Le mogli degli ex consiglieri hanno diritto al 60%, ma vale anche per i figli. La Regione spende 1,5 milioni di euro all’anno. Il caso della consorte di Trauner, sposato in punto di morte pochi mesi fa
Lasorte Trieste 31/07/09 - Triestina, Presentazione Campagna Abbonamenti, Marina Maroncelli
Lasorte Trieste 31/07/09 - Triestina, Presentazione Campagna Abbonamenti, Marina Maroncelli

 

TRIESTE

È il privilegio post mortem, il vitalizio che sopravvive anche dopo chi, in Consiglio regionale, ha passato solo 5 anni di vita. L’ultima pratica approvata, in settimana, porta il nome di Francesco De Carli, l’ex vicepresidente scomparso poco più di un mese fa. La sua pensione da consigliere del Friuli Venezia Giulia di lungo corso (15 anni in piazza Oberdan), seppur ridotta, viene trasferita alla moglie. Non una rarità. Negli ultimi giorni gli uffici consiliari registrano altre due “reversibili”, sempre con decorrenza 1 marzo: per la moglie di Antonio Chieu e per quella di Sergio Trauner. Con le ultime tre, sono 50 le vedove che incassano l’assegno della Regione.

I paletti È la reversibilità, nulla di diverso apparentemente dal sistema Inps. Nel caso della Casta, però, bastano 5 anni di lavoro in aula, e un versamento pari al 2% dell’indennità di presenza (212,89 euro), per poter mantenere il vitalizio in famiglia pure dopo la morte dell’eletto, con decorso dal primo giorno del mese successivo a quello del trapasso. Lo prevede la legge 38 del 1995, quella che all’articolo 16 dispone che hanno diritto a conseguire una quota pari al 60% dell’assegno vitalizio, nel caso appunto di morte del consigliere, il coniuge o il convivente more uxorio; i figli fino al diciottesimo anno di età; i figli fino al ventiseiesimo anno se studenti o titolari di reddito inferiore a quello previsto per le persone fiscalmente a carico; i figli inabili al lavoro in modo permanente e assoluto. All’articolo 17 si precisa inoltre che, in caso di morte successiva del coniuge o del convivente, la quota dell’assegno viene suddivisa tra i figli in parti uguali. Se uno di essi decede, o perde altrimenti il diritto, la quota dell’assegno viene infine ridistribuita tra gli altri figli. Un vitalizio, insomma, che resiste nel tempo. Pure in quello eterno.

Gli ultimi casi Accade, eccome, in Friuli Venezia Giulia. Solo alle donne, però. Tutte vedove e nessun vedovo all’interno dei 50. Curiosamente, fanno sapere gli uffici del Consiglio, le consigliere morte nel corso degli anni non erano sposate e non avevano figli. Le ultime tre beneficiarie sono così le mogli dei tre eletti scomparsi di recente: De Carli a fine gennaio, Chieu a inizio febbraio – l’ex consigliere di Pinzano al Tagliamento aveva fatto parte della prima legislatura regionale nel gruppo della Democrazia cristiana – e Sergio Trauner, avvocato cassazionista, padre costituente dello Statuto Fvg, vicesindaco e uomo tra i più potenti a Trieste, bandiera del Partito liberale, consigliere regionale dal 1964 al 1978, morto il primo di febbraio con il diritto maturato a un vitalizio da poter consegnare alla moglie.

In articulo mortis Un passaggio in extremis di quel 60% di assegno che spetta al coniuge perché Trauner, già malato, ha sposato alla Pineta del Carso in seconde nozze la sua ultima storica compagna non più lontano dello scorso 4 novembre, pochi giorni prima del trasferimento definitivo a Cattinara. Un caso, quello del matrimonio “in articulo mortis”, per il quale valgono tutte le clausole del rito ordinario concordatario: ha quindi valore religioso e civile a tutti gli effetti di legge. Conferisce i diritti di successione, pensionistici, di comunione dei beni. Compresi i sei decimi della pensione da ex consigliere.

I costi Dalla Regione si precisa che non è facile distinguere le voci. Ma, considerato che le 144 attuali erogazioni valgono circa 7,7 milioni di euro (il 32% del bilancio consuntivo del Consiglio, la seconda voce di spesa più onerosa), con importi che, a seconda delle legislature, vanno da 1.640 euro a 4.800 euro, si può stimare all’incirca in 1,5 milioni di euro il peso degli assegni ridotti pro vedove nel totale del costo dei vitalizi. Nell’attesa che dalla prossima legislatura entri in vigore il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, la Casta prepara intanto nel triennio 2012-2014, altri 25 nuovi ingressi tra i beneficiari dei vitalizi. Questione d’età: si tratta di raggiungere i 60. Tamara Blazina, lo scorso 16 gennaio, ha bruciato tutti.

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