Clini: rigassificatore, impossibile ignorare il no degli enti locali

«Il parere negativo degli enti locali conta, eccome. Le loro considerazioni riguardano il futuro da dare a quest’area così particolare, e anche i vincoli sulla sicurezza non sono ininfluenti, così come la valutazione sulle attività portuali e sui vincoli di sicurezza per la navigazione. Vedremo con estrema franchezza quali possono essere le soluzioni migliorative. Ma non possiamo forzare nessuno. Peraltro ci sono anche un contenzioso diretto con la Slovenia e uno in sede di Commissione europea perché la Slovenia chiede che il rigassificatore sia soppesato anche con valutazione transfrontaliera. L’importante, e questo è il momento, è mettere tutti i problemi in fila, senza nasconderne alcuno che possa saltar fuori più tardi, e che ci porterebbe a fare il gioco dell’oca». Corrado Clini, il ministro dell’Ambiente, torna a Trieste per annunciare a Duino Aurisina una riserva naturale, ma deve fare conti diretti e urgenti col contrario, un insediamento industriale ad alto rischio e in zona inquinata all’altro capo della provincia, dove nella Baia di Zaule preme il rigassificatore di Gas Natural. Che si porta addosso il “no” di Comune e Provincia, ma che ha l’assenso del governo. Lo ha detto il ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera: «No a un secondo caso-Brindisi», dove British Gas ha detto addio dopo 11 anni di procedure inconcluse per un rigassificatore.
Il riconoscimento dei problemi in campo, e del diritto di farli valere tutti in sede locale, spezza però l’unanimità della voce del governo. «Il dialogo - ha proseguito ieri Clini, per nulla perentorio, e anzi molto accogliente rispetto alle riserve - è sempre aperto, il problema è che noi vogliamo anche chiuderlo». Cioé arrivare a un punto, con decisioni chiare.
Ma mentre fino a ieri si dava per meramente “consultivo” il parere di Comune e Provincia, oggi si ammette limpidamente: è una pietra non oltrepassabile in corsa. L’assessore regionale all’Ambiente, Luca Ciriani: «È difficile che la Regione possa obbligare il Comune di Trieste a ospitare il rigassificatore». Motivo: «È il Comune che ha piena titolarità sulle politiche urbanistiche e pianificatorie del territorio».
«La cosa più responsabile - afferma Ciriani rammentando le necessità nazionali di approvvigionamento di gas, e comunque tendenzialmente favorevole, come Tondo - è riaprire il dialogo senza pregiudiziali, il parere del Comune determina il luogo fisico dell’impianto, e rende difficile la strada, la localizzazione è difficile da cambiare». Forse è questa l’ipotesi (difficile) di estrema ratio. Anche l’eventuale concessione regionale dell’Autorizzazione ambientale (procedimento al via il 14 marzo) non potrebbe sorpassare il “no” degli enti locali. Il sindaco Cosolini peraltro ha innalzato barriera: ricorso al Tar se passa il rigassificatore.
Ciriani ricorda che Cosolini «con Illy aveva un’opinione diversa, non dubito - aggiunge - che l’abbia cambiata per motivi nobili...». Ma si prepara il campo alle controfferte. L’assessore ricorda i dialoghi Dipiazza-Gas Natural per le “royalties”: «Oggi quel discorso è surgelato, ma va riaperto il tavolo delle compensazioni». Tentar di acquistare il Comune? Il ministro Clini mette sul tavolo tutto quello che c’è, non dimentica né il porto, né la Slovenia, che il ricorso al Tar (e alla Ue) lo ha già fatto. «Aspettiamo l’approvazione del piano regolatore portuale per sapere se esso considera l’insediamento industriale - annuncia -, quanto alla Slovenia, ieri ne ho parlato a Bruxelles alla Commissione europea: abbiamo bisogno di reciprocità, dobbiamo esportare i vincoli anche sul porto di Capodistria e sui progetti della Croazia, dunque dobbiamo aprire un tavolo Italia-Slovenia-Croazia».
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