Lo studente morto in Val Rosandra «Quando mi sono girata era sparito»

La testimonianza fornita ai carabinieri dalla fidanzata Francesca Contenti che stava camminando con lui sul sentiero. Gli amici organizzeranno domenica un’escursione in suo ricordo
Di Corrado Barbacini
Lasorte Trieste 14/03/12 - Val Rosandra, Escursionista Morto
Lasorte Trieste 14/03/12 - Val Rosandra, Escursionista Morto

«Stavamo chiacchierando. Poi all’improvviso non ho più sentito la voce di Igor. Mi sono girata e non c’era più. Era come sparito». È Francesca Contenti, la fidanzata di Igor Slavich, il giovane precipitato dalla sommità del Cippo Comici, l’unica testimone della tragedia della val Rosandra. Il verbale con le sue dichiarazioni rese nell’immediatezza dell’incidente ai carabinieri di San Dorligo è la parte essenziale del fascicolo che ha aperto il pm Antonio Miggiani, il magistrato titolare dell’indagine. In pratica, secondo la prima ricostruzione degli investigatori, i due ragazzi stavano camminando in fila nella parte finale del sentiero a pochi metri dal Cippo Comici. Davanti c’era Francesca, mentre Igor la seguiva.

Ma sono emersi anche altri particolari sui minuti anzi gli attimi che hanno preceduto la tragedia: i due ragazzi stavano seguendo un percorso alternativo che corre parallelo al sentiero del Cai. Un percorso, non difficile dal punto di vista tecnico, ma sicuramente molto insidioso. Igor era un esperto alpinista e, come ricorda il suo amico Matteo Zudich, «conosceva bene i sentieri della Val Rosandra. Lì ci sarà andato almeno cinque o sei volte. Era uno che non si adattava a seguire i sentieri normali. Ma voleva sempre fare qualcosa di più». Ieri sera Zudich e un gruppo di ragazzi che abitano a Caresana vicino alla casa di Igor, si sono incontrati per parlare di «un ragazzo eccezionale». Ma anche per organizzare una passeggiata in Val Rosandra in ricordo di Igor: sarà dopodomani, domenica, con partenza alle 12.15 dal rifugio Premuda. «Era un ragazzo positivo che chiedeva e dava sempre il massimo. Non cedeva mai di fronte alle difficoltà. E la montagna per lui era essenziale. Si metteva alla prova...».

Quella di mercoledì non doveva essere un escursione o tantomeno una scalata, ma una semplice passeggiata. Airton, un altro giovane che abita a Caresana lo ha incontrato in autobus mentre era diretto in Val Rosandra e di questo ha parlato con alcuni compagni dopo che l’altra sera si è diffusa a macchia d’olio la notizia della tragedia. Igor che era da solo gli aveva detto: «Vado a fare una passeggiata». Gli aveva anche spiegato che aveva un appuntamento con la ragazza non lontano, a San Dorligo, nei pressi del deposito di autoricambi Marinaz.

Ieri le finestre della villetta a schiera di colore rosa posta all’inizio del paese di Caresana erano abbassate. In casa non c’era nessuno. «Sono andati via verso le 5 del mattino. Poveri genitori. Igor era un ragazzo bravissimo. Non si tirava mai indietro. L’ho visto una volta mentre pitturava la ringhiera assieme a suo padre. Queste disgrazie - dice con le lacrime agli occhi una vicina di casa - succedono sempre ai migliori....».

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