Da Gorizia a Lignano ventisei sindaci “in palio”

In Friuli Venezia Giulia sono 149.899 gli elettori chiamati alle urne I partiti in crisi si “nascondono” e le civiche proliferano. La scommessa di Bandelli

TRIESTE. È il primo voto nell’era dei Professori ma è la politica che conterà una a una le preferenze a candidati e liste, sperando che non siano diminuite a livelli da depressione. Una politica che deve fare i conti con l’incognita dell’astensionismo e il peso delle novità di primavera, quella nazionale dei “grillini” e quella locale di Un’Altra Regione che, nell’attesa delle regionali 2013, si schiera in non pochi comuni chiamati alle urne.

C’è Gorizia, ma non solo, a far fibrillare i partiti in un appuntamento mai così atipico dal punto di vista delle alleanze. Non è un buon momento per la politica, la paura è che il malcontento della gente incida profondamente nell’affluenza. Al punto che, in più di un caso, si assiste al camuffamento civico. Nei 26 comuni al voto (domani e lunedì sono chiamati al voto 149.899 elettori), il simbolo dei due principali partiti è spesso nascosto, quando non c’è: il Pdl e il Pd compaiono con la loro tradizionale insegna solo in 8 comuni ciascuno, non più del 30%. Dei comuni al voto, 4 sono della provincia di Gorizia (anche Cormons, San Canzian e Sagrado), uno (Duino Aurisina) è della provincia di Trieste, 13 sono dell’Udinese e 8 del Pordenonese.

Montenars e Savogna vengono chiamati alle urne per scioglimento anticipato del consiglio, mentre i più popolosi, dopo Gorizia, sono Azzano Decimo, Cervignano e Maniago, tutti sopra i 10mila abitanti. La partita chiave è sul campo di Gorizia, lì dove nel 2007 iniziò la rivincita del centrodestra. Il Pdl diventato Popolo di Gorizia spinge Ettore Romoli verso il bis. L’ex parlamentare forzista (7 liste a sostegno, Lega compresa, e i riflettori puntati anche della politica) viene sfidato da Giuseppe Cingolani (7 liste di centrosinistra) ma anche da due new entry: la “grillina” Manuela Botteghi e il “bandelliano” Fabrizio Manganelli. La prima viaggia sulla scia di un’antipolitica che oggi va tanto di moda, il secondo spera di fotocopiare il boom di un anno fa di Un’Altra Trieste. Assieme potrebbero strappare abbastanza consensi per rimandare tutto al secondo turno, in programma eventualmente domenica 20 e lunedì 21 maggio.

Capoluogo insontino a parte, di un certo peso politico sono anche le competizioni di Lignano Sabbiadoro e Tarvisio, con il Pdl degli uscenti Silvano Delzotto e Renato Carlantoni che deve difendersi dall’assalto a due poltrone molto importanti in provincia di Udine. Sulla carta la spaccatura in casa centrodestra potrebbe provocare qualche ribaltone anche altrove. Pdl e Lega scendono in campo divisi pure a Duino: il pidiellino è Massimo Romita, il padano è Fabio Urlini in una competizione a 6 candidati e 13 liste, di cui ben 6 a supporto del candidato del centrosinistra Vladimir Kukanja (che si ritrova in casa però la concorrenza dei Cittadini, della presidente della Provincia Bassa Poropat). Berlusconiani e Carroccio sono poi separati a Cormons, Aviano e Casarsa. E, in provincia di Udine, a Lignano (Udc e civiche di centrosinistra per Luca Fanotto cercano di approfittare della spaccatura del dopo Delzotto), Manzano (centrodestra diviso tra l’uscente Lidia Driutti e Lucio Zamò), Tarvisio (Carlantoni da una parte, il presidente di Promotur Stefano Mazzolini dall’altra) e Tricesimo, dove si è costruita un’inedita alleanza Udc-Lega-Baldelli a favore del sindaco uscente, il centrista Andrea Mansutti. Centrodestra invece compatto, seppure in veste civica, a Cervignano per Antonio Rossetti, lo sfidante di un centrosinistra che esce da dieci anni di governo Paviotti, l’uscente che tira la volata all’ex assessore Gianluigi Savino. Lega con Pdl e Udc, anche in questo caso senza simboli di partito, pure a Buia per il reggente Stefano Bergagna.

In vari altri casi, tenuto anche conto che 11 comuni viaggiano sotto i 5mila abitanti (e 7 sono sotto quota mille), la corsa elettorale è tra liste realmente civiche, con qualche candidato di partito infilato qua e là nell’elenco. Curioso il caso di Preone: 274 anime e 12 consiglieri comunali da eleggere. Riassumendo i numeri, dei poco meno di 150mila elettori convocati, 72.369 sono uomini e 77.530 donne. Oltre il 10 per cento, per la precisione 17.150 cittadini, appartiene all’Aire-Anagrafe degli italiani residenti all’estero. La votazione, come di consueto, si svolgerà dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Subito dopo l’inizio dello scrutinio.

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