La violenta Bora di maggio ha fatto strage di tralci

SAN DORLIGO DELLA VALLE. La Bora continua a creare notevoli problemi all’agricoltura. A farne le spese in particolare i viticoltori e gli olivicoltori del comprensorio di San Dorligo della Valle, quell’area del Breg dove il vento soffia con particolare intensità. Nelle campagne e sui terreni più esposti, i refoli che la scorsa domenica hanno toccato e superato i 120 km orari hanno “bruciato” negli spazi maggiormente esposti i teneri germogli di viti non ancora pienamente sviluppati. «Quando si passa dal caldo al freddo in maniera repentina – afferma Dimitri Zbogar, presidente della Coldiretti provinciale – le piante non possono non soffrire. Purtroppo domenica la temperatura è scesa in poche ore di oltre 15 gradi. Non ci sono state “catastrofi”, ma è inevitabile che le piante più esposte al vento hanno subito dei danni». Freddo e vento hanno causato problemi alle viti soprattutto nella zona del Breg, anche se al momento non si possono quantificare i danni, conferma Stefano Rosati, tecnico dell’Associazione Agricoltori/Kmecka Zveza. «Com’era successo lo scorso febbraio e nel periodo pasquale – continua – la Bora ha spezzato tralci e foglie; sarà inevitabile un calo nella produzione». «L’unica nota positiva è la pioggia che sta cadendo in questo inizio di settimana – interviene Roberto Ota, viticoltore e olivicoltore di Bagnoli della Rosandra. Il vento di domenica ha colpito con particolare intensità la vite. Difficile quantificare le perdite». Sempre nell’area del sandorlighese, segnala problemi alle coltivazioni anche Rado Kocjancic, uno dei giovani viticoltori di punta del comprensorio del “Breg”, che rileva particolare sofferenza negli impianti vitati più giovani. Problemi contenuti invece nella contigua zona muggesana perchè la Darsella San Bartolomeo terrazzamenti e pastini solo protetti dal vento. Sulle colline di Roiano, non lontano dal ciglione carsico, i problemi alla vite derivano da tempo soprattutto dalle incursioni degli animali selvatici. «La Bora ci ha risparmiati – spiega Andrej Bole per l’omonima azienda vinicola – non così i cinghiali e, soprattutto, i caprioli, che in questa fase dell’anno brucano avidamente i germogli». Sul Carso infine non si segnalano problemi rilevanti. «Non ho avuto segnalazioni di forti danni causati dal vento – riferisce Sandi Skerk da Prepotto di Aurisina». (ma. lo.)
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