Farneticazioni su Facebook, il leghista Dordolo si autosospende dal partito

Si è autosospeso dal partito Luca Dordolo, il capogruppo della Lega Nord al Consiglio comunale di Udine che aveva definito "inquinamento" del Po la donna indiana gettata nel fiume dal marito che l'aveva uccisa. "Mi rendo conto - afferma Dordolo in una nota - che la mia provocazione è stata completamente sbagliata nei modi e nei termini. Volevo portare all'attenzione la condizione infima della donna in alcune culture e la mancanza di volontà di integrarsi di alcuni immigrati, ma ho sbagliato".
Dordolo ammette che, con il suo messaggio su Facebook ha fatto "passare per 'colpevole’ quella che invece è una povera vittima, dando così un’idea xenofoba e razzista di me e del partito che rappresento. In realtà non sono minimamente quello che un mio inqualificabile commento su Facebook ha invece fatto credere. Di tutto ciò me ne scuso profondamente con tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle mie dichiarazioni aberranti".
La decisione di autosospendersi dal partito, conclude Dordolo, è avvenuta "stamani, dopo un sereno confronto con alcuni amici della Lega Nord, per evitare che colpe riconducibili solo a mie responsabilità personali ricadano su tutto il movimento e sui suoi militanti".
Il pentimento di Dordolo segue la condanna generale delle sue parole da parte dei suoi colleghi di partito, dal presidente del Consiglio regionale Daniele Franz (di cui Dordolo è segretario particolare) al neosegretario regionale Piasente (che minaccia l’espulsione del “reprobo”) al deputato triestino leghista Fedriga.
Ma nel presentare umili scuse, Dordolo si scorda completamente la parte relativa alle pesanti offese rivolte ai triestini, che così rimangono apparentemente confermate.
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