«Pedocin» aperto d’inverno: aficionados tranquillizzati

Non sia mai, il mitico “Pedocin” che presto festeggerà i 110 anni essendo nato nel 1903, non si toccà, né d’estate, né d’inverno. L’assessore comunale Emiliano Edera, che ha la delega in materia, piomberà stamattina nello stabilimento, nonostante le inclementi previsioni del tempo, per rassicurare gli ultra aficionados sicuramente presenti, che sono assolutamente blasfeme le voci messe in giro che parlano di un’ipotetica chiusura nei mesi invernali e che hanno già provocato un’autentica sollevazione con tanto di lettera di aprioristica protesta inviata in municipio e corredata di 264 firme. «Una cosa del genere non è mai passata nemmeno per l’anticamera del cervello della giunta comunale - assicura Edera - il “Pedocin” rimarrà aperto per tutto questo inverno, come pure per tutti i prossimi.»
«Corrono voci sull’ipotetica chiusura invernale - hanno lamentato i bagnanti - e a seguito dell’incontro con un funzionario dell’Area Cultura e sport non abbiamo ricevuto chiarimenti specifici in merito. Tristemente noti sono i tagli al bilancio degli Enti, ma siamo certi che gli incassi della Lanterna presentano un attivo nel bilancio del Comune.» «Non riesco a capacitarmi di come possa essere uscita una voce così falsa - replica l’assessore - perché al contrario è proprio vero che il “bagno” registra un successo crescente e che gli ingressi dei primi otto mesi del 2012 sono stati di ben il 35% superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». E anche in inverno pieno, attorno a Natale o a Carnevale, la Lanterna, (questo come tutti sanno il nome ufficiale del “Pedocin”) può contare su uno zoccolo duro di una settantina di persone che diventano ancor più numerose a primavera, quando ancora gli altri stabilimenti balneari sono chiusi.
Dopo San Giusto, Miramare, piazza Unità e la Bora, il “Pedocin” è l’elemento di Trieste più famoso nel mondo, raccontato su giornali e tv di vari continenti e immortalato in commedie e canzoni (l’ultima, di Riki Malva lanciata proprio quest’anno) soprattutto perché è l’unico stabilimento balneare in Europa dove un muro separa la zona degli uomini da quella, molto più affollata, delle donne. Un muro che nessun triestino vorrebbe buttare giù e che ha già ben che superato in longevità quello di Berlino. E per i bagnanti “cittadini” della Lanterna c’è un’altra buona notizia: «Non c’è in vista alcun aumento del prezzo del biglietto - assicura Edera - che rimarrà a un euro, mentre non subiranno ritocchi nemmeno i prezzi degli abbonamenti». Il ticket d’ingresso era salito da 80 centesimi a un euro nel 2010 dopo che l’anno prima era stato fatto un restyling da 300mila euro che aveva riguardato servizi igienici, docce, pavimentazioni, panchine, altoparlanti, gazebo e tinteggiatura. Verso fine settimana nel “bagno” si svolgerà una piccola cerimonia durante la quale il Comune offrirà un riconoscimento alla bagnina Raffaella Friede che il 4 agosto ha salvato un uomo che stava per annegare. Ma negli ultimi anni si sono svolte nello stabilimento anche serate di musica, spettacoli, giochi di prestigio con l’elezioni di Miss e Lady Pedocin, tutto sotto l’egida del “Comitato amici del Pedocin”.
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