«Via gli elettrodotti dal Carso»
Il sindaco di Doberdò del Lago, Paolo Vizintin, si schiera apertamente contro gli elettrodotti e difesa della salute e minaccia azioni penali nei confronti dei gestori degli impianti. «Nei prossimi giorni - annuncia - Terna e la Regione Friuli Venezia Giulia riceveranno un'intimazione formale ad adottare opportune opzioni progettuali che prevedano lo smantellamento, la riduzione e il riposizionamento razionalizzato degli attuali elettrodotti lontano dai centri abitati e dalle aree protette; l’annullamento o quantomeno una drastica riduzione del loro impatto ambientale e paesaggistico nonché adeguate misure di ridimensionamento e contenimento dell’inquinamento elettromagnetico a salvaguardia della salute dei singoli e dei loro beni, da adottare entro e non oltre il termine di 40 giorni». «In difetto - aggiunge perentorio Vizintin - presso le competenti sedi verranno avviate tutte le azioni giudiziarie volte alla tutela della salute pubblica e quella dei singoli cittadini, non escluso il ricorso alla magistratura penale qualora nel caso in specie venissero ravvisate ipotesi di reato».
«Il territorio comunale di Doberdò del Lago è, come noto, totalmente carsico. Si tratta - ricorda il sindaco - di area di valore paesaggistico e ambientale, tant'è che due terzi di essa sono tutelati a livello europeo (Zone di protezione speciale) o regionale (Riserva dei laghi). L'area in questione è anche attraversata da numerose infrastrutture poste al servizio della comunità regionale e nazionale (Strada statale 55, autostrada A4, gasdotto e metanodotto). Si tratta di opere che incidono in modo estremamente negativo sull’ambiente e sul paesaggio, per non parlare delle altrettanto negative ricadute derivanti dalle varie forme di inquinamento, responsabili di disagi e danni per gli abitanti delle zone interessate».
Ad appesantire il quadro, afferma Vizintin, «ci si mettono poi i numerosi elettrodotti, disseminati in ogni angolo del territorio comunale, veri e propri obbrobri paesaggistici, dei quali ben sei sono ad alta tensione e tre di essi attraversano gli abitati di Jamiano e Doberdò». Data «la particolare intensità dell'inquinamento elettromagnetico, oltre ai danni che ne derivano per l'ambiente e soprattutto i pericoli per la salute delle persone», Vizintin si è rivolto in passato a Terna, proprietaria degli elettrodotti affinché anche il Comune di Doberdò, nell'ambito del progetto di realizzazione del nuovo elettrodotto in doppia che collegherà le stazioni di Udine Ovest e Redipuglia, venisse inserito nel consistente programma di smantellamento di elettrodotti esistenti nel quadro di un’azione di razionalizzazione delle dorsali di trasporto. «A oggi - però - denuncia Vizintin - nessuna risposta è giunta. Ritengo che questo stato di inerzia non sia più tollerabile. A preoccupare è soprattutto il fatto che tre elettrodotti ad alta tensione attraversano gli abitati di Doberdò del Lago e di Jamiano a distanze di sicurezza notevolmente inferiori a quelle attualmente previste per legge».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








