Inchiesta rimborsi, altro blitz della Gdf in Consiglio regionale

La Guardia di finanza si ripresenta in Consiglio regionale per continuare a scavare nelle spese “allegre” dei gruppi. Lo ha fatto stamattina: lo spauracchio dei politici del Friuli Venezia Giulia si è materializzato poco dopo le 9. Quattro militari in borghese sono saliti fino all’ufficio del segretario generale, Vigini, e hanno notificato la richiesta di acquisizione degli scontrini e delle fatture relativi al 2010 e al 2012 in esecuzione di un ordine della Procura di Trieste. Finora, infatti, l’azione dei magistrati che stanno indagando sullo scandalo si era concentrata solo sulle spese sostenute nel 2011 dai vari esponenti dei partiti eletti in Consiglio regionale del Fvg .
Nessuna indiscrezione viene confermata, ma è chiaro che gli inquirenti, dopo aver scoperchiato il vaso di Pandora, pensano di poter trovare materiale altrettanto “interessante” nella documentazione sequestrata oggi.
Ai quattro finanzieri se ne sono poi aggiunti altri, che hanno dato loro il cambio: dopo un primo "prelievo" informatico (alcuni file trasferiti su chiavette usb), è iniziata una lunga fase di fotocopiatura di scontrini, fatture e documentazione varia che è andata avanti per ore e ore. Il materiale verrà al più presto analizzato e messo a disposizione del sostituto procuratore incaricato di questo sviluppo.
Finora l’inchiesta sui rimborsi ha portato a 18 avvisi di garanzia (o 19? le informazioni in proposito rilasciate ufficialmente e no dalla Procura sono contraddittorie). Travolti dallo scandalo 11 consiglieri regionali del Pdl, quattrodel Pd e tre della Lega Nord. Un ultimo indagato, che non si sa bene se ci sia o meno, rimane al momento misterioso. In ogni caso ogni ora è buona perché la lista dei consiglieri con le mani bucate si allunghi.
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