Regione: biancheria “di gruppo” tra le spese folli

Al vaglio della Procura scontrini attribuiti non a un singolo eletto ma ai partiti tra cui un rasoio e nuove adozioni a distanza
Di Marco Ballico
sterle trieste 06 05 08 consiglio regionale giunta tondo la prima
sterle trieste 06 05 08 consiglio regionale giunta tondo la prima

TRIESTE. Franco Iacop, il possibile presidente del Consiglio regionale, dice che, se ci sarà da rimborsare il rimborso (pubblico), rimborserà. Risponde così all’«attenzione» ricevuta nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta sui fondi ai gruppi. Un capitolo della nuova ondata di spese dei consiglieri regionali finita nel mirino della Procura e della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia. Un mix di strepitose bizzarie: dal rasoio Braun del Carroccio al museo Rodin di Parigi (Antonio Pedicini, ancora lui), dalla spesa in macelleria di Sandro Della Mea alla manutenzione auto di Gaetano Valenti (ancora quell’auto).

Qualcuno si difende. Anzi, contrattacca. Qualcun altro rimane in attesa. Iacop è il primo. Confortato dall’essere estraneo, a quanto risulta, dall’indagine della Procura (che sulle sue spese, per ora, ha avviato solo degli accertamenti) si dice pronto a rispondere all’eventuale contestazione di danno erariale da parte della magistratura contabile. E garantisce che tutte le fatture esibite sono legate ad attività politico-promozionali. Quali, nel dettaglio? «Ora non ricordo tutto, ma documenterò spesa per spesa quando sarò chiamato a farlo».

Spiegazioni simili dovranno darle anche altri consiglieri della passata legislatura: i venti finiti nel mirino della Procura (che indaga per peculato), i 48 tra eletti e capigruppo destinatari degli inviti a dedurre inviati dalla Corte dei Conti e gli altri quattro consiglieri che, ancora prima di ricevere gli “avvisi”, hanno proceduto autonomamente a depositare memorie. Nelle carte dell’inchiesta, come noto, sono confluite decine e decine di acquisti effettuati e poi rimborsati dai singoli. Ma, all’attenzione dei magistrati, sono finite pure parecchie spese più generiche, riconducibili cioè non a singoli consiglieri bensì ai gruppi di appartenenza. È il caso, per esempio, di un costoso rasoio Braun: un macchinario spaziale da 338 euro inserito nella contabilità del gruppo della Lega. Quelli del Carroccio del resto, come si sa, sono scontrini indistinti. Al gruppo, genericamente, vengono contestati, oltre ai già noti libri gialli ed erotici, anche i rimborsi per un cavo auto (19,99 euro), per della biancheria (3,25 euro), per lettini e ombrellone a Monfalcone (15 euro) e per una quattro giorni in piena Padania, per due persone, sul lago di Garda (661 euro).

Risultano “senza nome” anche tre fatture del gruppo consiliare del Partito democratico finite nel mirino dei finanzieri coordinati dal pm Federico Frezza. I 112 euro destinati ad adozioni a distanza, la donazione di 500 euro a favore dell’associazione triestina “Cammina Trieste” e i 190 euro utilizzati per abbonamenti stradali e “vignette” da utilizzare sulla rete slovena.

Non in Slovenia ma in Francia è andato invece a spese del gruppo Antonio Pedicini, l’avvocato pordenonese del Pdl che nella prima tranche di scontrini resi pubblici, cambi di gomme a parte, si è scoperto essersi fatto rimborsare un ingresso al Centre Pompidou di Parigi. Nel 2012 Pedicini si fa restituire dalla Regione il costo del biglietto per il museo Rodin (21 euro), per vari pranzi (330 euro a Parigi, altri 570 fuori capitale) e per il pernottamento a Tolone (188 euro). Pedicini, la scorsa legislatura, ha fatto il segretario della quinta commissione che si occupava di affari istituzionali e statutari, forma di governo, elezioni, disciplina del referendum, autonomie locali, usi civici, rapporti esterni e con l’Ue, organi di garanzia. Si è poi impegnato nell’opera (mancata) di razionalizzare le Province. Che cosa mai gli sarà servito, al Rodin, ammirare le opere di Monet, Renoir, Van Gogh? «Abbiamo idee diverse su come esercitare il mandato», risponde, una volta ancora, senza imbarazzi.

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