La “cena da nababbi” dell’ex consigliere regionale

Conto da 1.200 euro rimborsato al pidiellino Santin nel mirino della Corte dei conti. A giorni prime citazioni sulle spese folli

UDINE. Le prime citazioni saranno depositate la prossima settimana. È quanto emerge dalla Procura della Corte dei conti dove prosegue l’esame delle risposte inviate dai capigruppo e da due ex consiglieri ai rilievi mossi dai magistrati contabili sui rimborsi per le spese di rappresentanza effettuate nel 2011.

Dalle indagini emergono anche nuovi particolari. Come quelli su una cena “stellata” da 1.200 euro, pagata e rimborsata a un ex esponente della Regione. Il protagonista è il pordenonese del Pdl Paolo Santin. Un banchetto costosissimo per gli inquirenti che a Santin hanno già chiesto spiegazioni, considerato anche che la ricevuta riporta l’indicazione di tre coperti. «Bisogna sapere le cose prima di scrivere», sbotta Santin. Vero. Ecco il racconto. La cena è stata consumata il 9 marzo 2011, all’Hostaria Vecchia Cecchini a Pasiano di Pordenone, ristorante di qualità, la cui cucina vanta una stella Michelin, con una cantina e una lista dei vini importanti. «Non eravamo in tre». E in quanti? «A parte che dopo più di due anni uno le cose può anche dimenticarle. Però se guarda la ricevuta ci sono una dozzina di caffè - spiega Santin –, e io non ho mai bevuto quattro caffè durante la stessa cena, e tre bottiglie di vino. Non ho mai speso 400 euro a testa. In quel ristorante si spendono circa 100 euro a testa». Quindi? «Quindi – chiude l’ex consigliere – era una cena di rappresentanza e di divulgazione dell’attività politica del gruppo, come previsto dal regolamento». La ricevuta indica tre coperti, da un euro ciascuno, quattro antipasti, sei primi piatti (per complessivi 100 euro) e sei secondi, dalla Catalana di pesce (195 euro) alla tartare di manzo (105 euro), pasticcini e dessert. I caffè sono sette, quattro “selezione” per 12 euro e tre normali per 4,50 euro. Ma sono i vini a pesare. Quattro le bottiglie consumate, da 70 euro, da 140, da 145 e da 160. Cui vanno aggiunti cinque calici di vino per 150 euro e uno da 8 euro. Tra bianchi, rossi o bollicine, quindi, i commensali hanno pasteggiato per complessivi 673 euro. Il conto finale sarà di 1.292 euro, pagati 1.200 con lo sconto. A Santin la Corte dei conti chiede di giustificare, nei dettagli, spese di rappresentanza nel 2011 per circa 10 mila euro, tra cui diversi pranzi e cene. Quella a Pasiano di Pordenone è la più costosa. La motiverà. L’ex consigliere è anche indagato con l’accusa di peculato dalla Procura di Trieste per un solo scontrino del 20 novembre 2010 ritenuto “sospetto” dal magistrato, di 410 euro per “articoli sportivi”. Santin ha già spiegato che si trattava di felpe regalate a una squadra di calcio giovanile.

La prossima settimana, invece, Maurizio Zappatori, procuratore regionale della Corte dei conti, dovrebbe depositare le prime citazioni – e cioè la richiesta di processo per danno alle casse della Regione (procedimento civile). All’esame ci sono sette capigruppo – per l’ottavo, Stefano Alunni Barbarossa, Zappatori ha già disposto l’archiviazione – e due ex consiglieri Paolo Ciani del Fli e Alessia Rosolen di Un’Altra Regione, che avevano un proprio bilancio. All’ex capogruppo del Pdl, Daniele Galasso, il magistrato contabile ha chiesto spiegazioni per 330 mila euro; all’ex della Lega, Danilo Narduzzi, per 238 mila; all’ex del Pd, Gianfranco Moretton, per 170 mila; all’ex del Misto, Roberto Asquini, per 35 mila e 800; all’ex dell’Udc, Edoardo Sasco, per 34 mila; all’ex di Sa, Igor Kocijancic, per 10 mila e 500; all’ex dell’Idv, Alessandro Corazza, per 9 mila e 500; a Ciani per 10 mila e 600 e a Rosolen per 23 mila. Dopo il deposito delle citazioni sarà il presidente della sezione giurisdizionale della Corte a fissare la data dell’udienza. Dagli accertamenti a rischiare la richiesta di processo sono la maggior parte degli ex.

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