Trieste, Chiarbola unico fortino Pdl

Il panda gigante del Pdl provinciale sta in Settima circoscrizione. Si chiama Francesco Bettio ed è, ad oggi, esemplare di una specie a rischio estinzione. Già, perché al Popolo della libertà e più in generale al centrodestra tutto nell’intera provincia triestina è rimasta in mano solamente un’unica bandierina: la presidenza del parlamentino competente sul territorio di Servola, Chiarbola, Valmaura e Borgo San Sergio.
Con tutti gli enti locali a guida centrosinistra (Comune di Trieste, Provincia, e i cinque Comuni minori: Muggia, Duino Aurisina, Sgonico, Monrupino e San Dorligo della Valle), e la svolta recente della Regione con il successo di Debora Serracchiani, al centrodestra resta ben poco a Trieste e dintorni. Specchio anche di una crisi locale del partitone berlusconiano intrisa - si narra - di scontri interni, fatti di tensione fra coordinamento provinciale e board regionale, di gelosie tra i singoli (emblematico l’esempio dell’acchiappa-preferenze Dipiazza, non a caso schierato alle regionali con la civica di Tondo e non da capolista pidiellino) e di equilibri divenuti sempre più precari.
Così, a Trieste, Pdl e centrodestra guidano solo in Settima circoscrizione, con Bettio. L’ultima roccaforte, con sede in via Paisiello. Certo, c’è il consigliere regionale Bruno Marini in piazza Oberdan, ci sono i sei eletti in Consiglio comunale e gli esponenti in carica - sempre come consiglieri - nei vari parlamentini, ma Bettio è l’unico presidente. Classe 1975, di estrazione forzista ma appieno rappresentante di quella che Maurizio Gasparri definisce “generazione Pdl”, prova ne sia l’appoggio dato in campagna elettorale per le regionali dell’aprile scorso all’ex An Claudio Giacomelli.
Nel 2006 Bettio era stato eletto in Settima circoscrizione con Forza Italia, subentrando poi (scelta gradita, si dice, a Piero Camber) al presidente Andrea Vatta per gli ultimi due anni del Dipiazza-bis. Nel maggio 2011, la rielezione e il voto interno al parlamentino che l’ha confermato presidente. Con le preferenze non solo di Pdl e degli alleati Lega Nord e Lista Dipiazza, ma anche di «uno degli allora due consiglieri di Un’Altra Trieste - ricorda Bettio non senza una punta d’orgoglio - e dell’esponente della civica “La tua Trieste - Comitati di quartiere”». «L’ultima bandierina del centrodestra a livello provinciale, già - riflette ancora Bettio - anche se mi piacerebbe essere uno dei tanti...». Invece è un caso isolato, sempre più se si considera l’erosione dei consensi del Pdl, passati in provincia dagli oltre 49mila dell’abbinata An e Forza Italia alle amministrative 2006 ai 40mila del contenitore Pdl alle regionali 2008 e infine ai 15mila della tornata 2011 per Provincia e Comune di Trieste. Sino ai 12.600 abbondanti, nella provincia triestina, delle regionali 2013. «Due le motivazioni», secondo Bettio, alla base del crollo: «La scelta errata del candidato sindaco nel 2011 (Roberto Antonione, ndr) e il fatto di aver corso divisi, con Bandelli che ha fatto cifre importanti. Sarebbe il caso di valutare una nuova unione di centrodestra in una città che io reputo di centrodestra. Spero che i vertici provinciali - conclude - trovino la soluzione per tornare a vincere: la colpa non è mai solo dell’allenatore».
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