Artigiani goriziani allo stremo: attese di 6 mesi per essere pagati

«La situazione sta diventando drammatica». E se lo dice Ariano Medeot, presidente di Confartigianato e del Consorzio industriale di Gorizia, c’è da crederci: non è tipo da utilizzare gli aggettivi a sproposito.
A cosa si riferisce? Ai mancati pagamenti dei lavori regolarmente effettuati dagli artigiani. Sino a ieri, si pensava che i “cattivi pagatori” si annidassero esclusivamente fra le pubbliche amministrazioni. In realtà, ci sono anche, e sono in crescita, fra i privati: aziende grosse che affidano a quelle più piccole dei lavori e poi non le... pagano. Con il risultato che le imprese boccheggiano, sono in crisi se non allo stremo. «In particolare quelle edilizie», sottolinea Medeot. Già nel settembre dello scorso anno affrontammo questo argomento e la situazione, se possibile, è ancor più peggiorata. «È un problema gigantesco che sembra interessare pochi: in tempi di elezioni, diversi politici hanno acquisito informazioni ma una volta eletti sembra che se ne siano dimenticati - lamenta il presidente di Confartigianato -. Ma ne va della sopravvivenza delle imprese e della possibilità che l’Italia diventi un Paese europeo sul fronte dei pagamenti».
Statistiche
preoccupanti
Illuminanti, una volta di più, sono le periodiche statistiche dell’Ufficio studi della Confartigianato che ha rielaborato i dati Unioncamere-Istituto Tagliacarne, Banca d’Italia, Osservatorio Ispo. I cosiddetti “pagamenti incagliati” sono in aumento. «Siamo arrivati in media a sei mesi di ritardo, vale a dire 180 giorni - spiega Medeot - con punte di 193. Credo non servano ulteriori commenti». Semmai, interessante è un parallelo con quanto già scrivemmo nel settembre dello scorso anno, quando i tempi medi di pagamento assommavano a... 136 giorni a Gorizia, il dato più negativo in regione. In pratica, in otto mesi, si sono aggiunti quasi 60 giorni di attesa. «Purtroppo, dobbiamo prendere coscienza che questo è un Paese profondamente malato. Da anni ormai stiamo lanciando l’allarme sui pagamenti incagliati ma non c’è verso di vedere una soluzione. Che fine farà con il nuovo governo la normativa che fissa a 30 giorni il termine ordinario per saldare le fatture nelle transazioni commerciali fra enti pubblici e aziende private e fra imprese private?», si chiede ancora Medeot. E Aggiunge: «Peraltro, ad essere colpite dal problema sono le piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale dell’economia isontina».
La situazione
nel resto d’Europa
Impietoso, e lo riproponiamo, il confronto con ciò che accade nel resto d’Europa: in Italia, e la nostra provincia non si sottrae alla regola, i tempi medi di pagamento sono il doppio della media Ue per i pagamenti tra privati e il triplo della media europea nei pagamenti della pubblica amministrazione. A inizio anno in Italia, i tempi medi di pagamento della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici di prodotti e servizi arrivano a 180 giorni, contro i 65 della media Ue. Anche nelle forniture private le imprese italiane registrano tempi più lunghi per i pagamenti rispetto ai competitors europei.
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