La Piattaforma logistica di Trieste torna in alto mare

Il governo deve verificare l’impatto sul proprio bilancio dei 32 milioni promessi, il bando slitta a fine ottobre
Di Silvio Maranzana

Più l’Autorità portuale e le istituzioni locali cercano di stringere i tempi per far partire l’opera, più la Piattaforma logistica, autentico tormentone infrastrutturale, viene risospinta in alto mare. Marina Monassi ha riferito ieri al Comitato portuale che il governo intende verificare l’impatto che lo stanziamento dei famosi 32 milioni (quasi “spiccioli” al confronto delle centinaia di milioni elargite negli ultimi anni ad altri scali) alla Piastra logistica triestina potrebbe avere sul bilancio dello Stato. «Per la concreta messa a disposizione del denaro - ha riferito Monassi - manca ancora l’ennesimo decreto interministeriale che non sarà emesso però finché questa verifica non si sarà conclusa con esito positivo».

Il fatto ha logicamente avuto un’immediata ripercussione su una vicenda che si sta trascinando ormai da quasi una decina d’anni. «Ho dovuto spostare il termine per la presentazione delle offerte tecnico-finanziarie - ha annunciato la presidente - dalla data già fissata del 15 luglio a quella del 31 ottobre». Dalla Torre del Lloyd sono già partite le lettere di proroga indirizzate alle otto imprese di costruzioni, tutte italiane, che avevano presentato la manifestazione di interesse per realizzare il primo lotto della Piattaforma, spesa prevista 132,4 milioni di cui la maggior parte già a disposizione dell’Autorità portuale. Erano nove le imprese che si erano fatte avanti, ma una domanda è stata cassata perché non rispondeva ai requisiti richiesti.

Il tormentone pare senza fine, considerato anche che il bando era già stato più volte posticipato. Per tentare di non perdere ulteriore tempo, Monassi ha preannunciato che l’Authority invierà al ministro di Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi già la richiesta per ottenere dal Cipe il finanziamento di parte del secondo lotto della Piattaforma, spesa complessiva prevista di 180 milioni. «Questo ulteriore finanziamento - ha aggiunto - risolverebbe anche la questione della banchina di Servola oggi utilizzata dalla Ferriera». Serve però un’azione di pressing congiunta sul governo e la presidente della Regione Debora Serracchiani, presente alla seduta del comitato, ha assicurato che sosterrà le richieste dello scalo giuliano nei prossimi incontri già in programma con i ministri competenti e che con Ercole Incalza a capo della Struttura tecnica del Ministero delle infrastrutture approfondirà direttamente la questione della Piattaforma logistica.

E intanto l’Authority dopo le numerose adesioni all’Open day in Porto nuovo di domenica scorsa, si farà anche promotrice di un Open day a fine giugno in Porto Vecchio, occasione per far conoscere l’atuale stato dell’area ai cittadini mentre in città continuano a imperversare i contraddittori sui Punti franchi e sull’alternativa concessionario unico o “spezzatino”. É stato anche confermato che l’udienza della causa indetta da Portocittà per l’annullamento della concessione si terrà al Tar il 10 luglio, mentre per il Porto Vecchio, ha annunciato ancora la presidente, si sono aggiunte altre manifestazioni di interesse.

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