Aperto al traffico il by-pass di Mariano

MARIANO. Ieri alle 15.30 i primi veicoli sono transitati sulla nuova tangenziale di Mariano inaugurando di fatto l’arteria. Entro pochi giorni saranno conclusi gli ultimi lavori legati allo svincolo che porta a Borgnano.
Poche ore prima la bretella era stata inaugurata con una cerimonia che si è svolta sul ponte strallato sul Versa alla presenza di autorità ma anche della gente del paese. A far gli onori di casa c’era il sindaco di Mariano Cristina Visintin, ma mescolati in mezzo alla gente c’erano anche i sindaci, Mario Poiana e Adriano Nadaia, che hanno retto il comune negli ultimi trent’anni e che si erano battuti con tenacia per questo by-pass. «Finalmente», è stata la battuta di Nadaia rivolta al cronista in mezzo a quel ponte che per i suoi stralli è diventato un po’ il simbolo di quest’opera che attraversa la campagna tra Mariano e Cormons. Un “finalmente” lo ha detto tutta la gente di Mariano da anni stressata dal continuo passaggio di auto e camion - tra 12/55 mila veicoli al giorno con un tasso del 20% di quelli commerciali - che spesso sono stati fonte di incidenti.
Lo hanno riconosciuto un po’ tutti che questo by-pass doveva essere realizzato. A cominciare dalla presidente della Regione Debora Serracchiani. «Un’opera è grande non perché costa tanto ma perché risolve i problemi delle persone». Il costo dell’opera - 23 milioni interamente finanziati dalla Regione - non è da poco, come ha ricordato il presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz, ma riguarda non solo i 7,5 chilometri di nuova strada, ma anche una serie di opere che hanno reso più scorrevole e sicura la “305” come le rotatorie di Angoris e all’innesto con la “56”; e poi quel complesso di rotonde e innesti che portano la “305” a collegarsi da una parte con lo svincolo autostradale di Gradisca e dall’altra con il parco commerciale di Villesse. Un’opera realizzata un due anni, un tempo tutto sommato ragionevole.
«Questa strada diventa strategica e fonte di sviluppo economico - ha sottolineato il presidente della Provincia Enrico Gherghetta - perché rende più facili i collegamenti tra il Manzanese e il parco commerciale di Villesse. A questo punto non occore spendere i soldi per la Palmanova-Manzano perché dal Triangolo della sedia ora si può raggiungere velocemente il casello di Villesse».«Abbiamo fatto bene a realizzarla e bene hanno fatto i sindaci della provincia a crederci fino in fondo e a investire in questa struttura le loro risorse», ha aggiunto Gherghetta, con cui i primi cittadini del Goriziano avevano riconosciuto la priorità dell'opera, destinando a essa le risorse messe a disposizione dal patto di stabilità.
Un episodio indicato dalla Serracchiani come «esempio di buona amministrazione da esportare in tante occasioni». Ribadendo «l'importanza di valutare correttamente le priorità», la Serracchiani ha sottolineato che «bisogna anche riparare le buche e provvedere all'ordinaria amministrazione. Il percorso di sviluppo infrastrutturale che immagino per il Friuli Venezia Giulia, infatti, non è solo di grandi opere, ma anche di tutti quei piccoli cantieri che risolvono i problemi delle comunità e degli amministratori locali e proprio questo significa avere delle strategie, ma anche rispondere ai bisogni e spendere bene le risorse in un momento di evidente contenimento della spesa». «A me non interessa tagliare nastri, anche se partecipo volentieri a inaugurazioni come questa - ha aggiunto - mi interessa invece costruire un percorso per cui, in questi 5 anni e in quelli che verranno, si pianifichi lo sviluppo di un Friuli Venezia Giulia che diventi protagonista dei rapporti con le regioni e i Paesi vicini».
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