Tondo indagato per tre notti in albergo

UDINE. Tre notti in albergo per un conto di circa 500 euro rimborsati attingendo ai soldi del gruppo, il Pdl. Sarà l’ex governatore Renzo Tondo a dover ricostruire eventi e circostanze. Anche lui entra nell’inchiesta della Procura di Trieste, e del pm Federico Frezza, sui rimborsi “disinvolti” concessi ai consiglieri regionali nella scorsa legislatura. Anche lui è indagato con l’accusa di peculato. Un’accusa di fronte alla quale, però, il diretto interessato ostenta grande serenità. «Sono convinto che quando sarò ascoltato potrò tranquillamente chiarire ogni cosa», è il primo commento dell’ex presidente del Friuli Venezia Giulia.
Il nuovo atto della Procura svela anche il blitz di giovedì scorso da parte degli uomini della Guardia di finanza nella sede del Consiglio a Trieste. A Tondo, che fa parte dell’Assemblea regionale come capogruppo del Misto e portavoce del centrodestra, Frezza contesta due pernottamenti, uno ad Assisi per una notte e uno a Venezia, per due notti. Tondo è stato accompagnato in entrambe le occasioni dalla compagna e in un viaggio – quello a Venezia – il conto della signora è stato pagato a parte. Gli uomini delle Fiamme gialle proprio giovedì, nel palazzo del Consiglio, hanno notificato all’ex governatore l’invito a presentarsi per un interrogatorio, come persona sottoposta a indagini.
Un interrogatorio che è stato programmato per mercoledì, davanti al nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Trieste e al quale Tondo sarà assistito dal legale tolmezzino Luciano Cardella. Poi sarà Frezza a decidere se chiedere al Gip ( il giudice per le indagini preliminari) il rinvio a giudizio, e quindi il processo, oppure l’archiviazione.
Tondo è all’estero per qualche giorno, ma al telefono racconta la sua versione dei fatti. La missione ad Assisi è stata organizzata per partecipare alla ricorrenza di San Francesco patrono del Paese, viaggio cui hanno partecipato diversi esponenti del Fvg. «Guidavo – racconta l’ex governatore – la delegazione delle Regioni italiane. Mi sono fermato una notte e, al momento di pagare, ho consegnato la mia personale carta di credito. La fattura è quindi finita tra le spese del gruppo, ma si tratta di un banalissimo errore, dalla carta di credito sbagliata alla consegna della ricevuta».
A Venezia, invece, l’ex governatore spiega di aver avuto alcuni incontri istituzionali e altri legati all’attività del Pdl. «Ho passato due giorni tra incontri come presidente della Regione – dice Tondo – e appuntamenti legati all’attività politica che non ho ritenuto andassero addebitati sul conto da presidente. La fattura per la mia compagna, invece, è stata fatta a parte e pagata da me».
Saranno il pubblico ministero Frezza e gli uomini della Guardia di finanza a verificare e decidere come procedere. Di certo anche Tondo aveva accesso ai fondi del gruppo, in parte minore rispetto ai colleghi del Pdl. Anche l’ex governatore, in quanto eletto, rientrava infatti nell’elenco dei pidiellini. E come da legge – ora modificata, soprattutto nelle cifre concesse a ciascun gruppo rappresentato in aula per l’attività istituzionale e le spese di rappresentanza –, l'amministrazione assegnava al gruppo una somma per ogni eletto, soldi che finivano nelle casse del gruppo e con i quali venivano poi erogati i rimborsi. Ecco perché anche Tondo ha ottenuto degli indennizzi con i fondi della Regione.
Diversa, invece, era la gestione delle spese effettuate in qualità di presidente della giunta regionale. Con ogni probabilità anche su questi aspetti si concentreranno gli inquirenti durante l’interrogatorio di mercoledì prossimo a Palazzo di giustizia.
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