Laureni: a Trieste nessun pericolo amianto negli edifici comunali

Relazione dell’assessore al Consiglio: in costruzione una nuova mappatura, sostanza presente solo in alcune pavimentazioni compatte. Primo censimento in scuole e ospedali ordinato nel 1986
Lasorte Trieste 28/12/11 - Sala Giunta, Conferenza Stampa, Raccolta Differenziata
Lasorte Trieste 28/12/11 - Sala Giunta, Conferenza Stampa, Raccolta Differenziata

Nessun pericolo imminente dalla presenza di amianto in alcune strutture di proprietà del Comune, in quanto si tratta di pavimentazioni compatte, quindi “inerti”. È la rassicurazione fornita dall’assessore all’Ambiente Umberto Laureni nella relazione illustrata al Consiglio comunale di ieri sera, sollecitata da una mozione di alcuni consiglieri. Alla quale si aggiunge una precisazione: l’amministrazione continua e continuerà a vigilare. «Una mozione - ha iniziato l’esponente della giunta -, quella che ha innescato questa mia relazione, che fa onore non solo ai firmatari ma a tutto questo Consiglio. Poichè oggi ci confrontiamo con gli errori e gli orrori di ieri».

Secondo i dati portati all’attenzione dell’aula, a Trieste nel periodo 1994–2011 i malati di mesotelioma derivante dall’esposizione, con origine e motivazione professionale, all’amianto sono stati 247 su un totale regionale di 561. «La città - ha specificato Laureni - e Gorizia ricoprono la quasi totalità dei casi di tumore, indice del sistema industriale e cantieristico del tempo». Oggi nel “sistema-amianto” giocano più “attori”, «dalla magistratura alla sanità, ai controllori. Un sistema che ha una linea di demarcazione costituita dalla legge 257 del 1992, che riconosceva agli “esposti all’amianto” forme di prepensionamento e poneva e pone al bando l’amianto. Oltre a ciò, un’altra norma del ’93 proibisce la produzione di manufatti». Con una distinzione importante: la norma si riferisce a materiale logorato, “sfibrato”, intaccato poiché quello integro non è pericoloso. «Da allora il sistema si è dato delle garanzie - precisa l’assessore -: i morti di cui parliamo oggi sono i malati di 30, 20 anni fa. Non siamo più ai tempi quando mio nonno, coibentista, faceva palle di neve con l’amianto. Ora altre norme impongono di censire la presenza dell’amianto e il Comune di Trieste ha proceduto, nelle centrali termiche, nelle tubazioni, in tutti gli altri casi».

Laureni ha elogiato anche le funzioni svolte dalla Regione, che con l’apposita Commissione dal 2001 ha accentrato le funzioni di coordinamento delle attività di controllo e prevenzione, oltre alla vigilanza sulla formazione degli addetti alla rimozione e di altri soggetti operanti nel settore. «Oggi ci sono segnali di nuova attenzione sul tema - ha continuato il titolare dell’Ambiente -: possiamo affermare che il Comune è un buon datore di lavoro, garantisce i suoi dipendenti e le persone di cui per doveri istituzionali ha responsabilità. Basti pensare che già nel 1986 con una circolare anticipatoria impartiva di censire l’amianto in scuole e ospedali». Ai giorni nostri il Comune ha proceduto a un nuovo censimento, con analisi visiva e sta completando campionamenti a due livelli per verificare se in casi sospetti c’è effettivamente la sostanza pericolosa e se questa sia compatta o disgregata. «Dal 2003 - così Laureni - ad esempio in accordo con Acegas abbiamo bonificato tutte le nostre caldaie».

Il consigliere Cetin (IdV), firmatario della mozione, alla fine della relazione ha evidenziato come il Comune debba tenere alta la guardia sul tema mentre Andolina (FdS) ha puntato il dito su un altro cancerogeno: il virus Sv40, trasmigrato dagli animali all’uomo per contaminazione di alcuni vaccini anti-polio. Studi hanno appurato una correlazione tra presenza dell’Sv40 e l’insorgenza del cancro del mesotelio. «Considero l’uso che è stato fatto dell’amianto, anche quando c’erano più che sospetti - ha affermato il politico-medico - un crimine contro l’umanità. Alla stessa stregua dell’utilizzo fino all’ultima dose del vaccino contaminato, quando già si sapeva della circostanza». Il consigliere Bucci (Fi) ha chiesto attenzione e iniziative riguardo un’altra sostanza dannosa alla salute, il benzopirene.

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