Gherghetta: «Tiare è la più grande attrazione del Fvg»

L’entusiasmo del presidente della Provincia di Gorizia: «C’era il rischio che il parco commerciale venisse realizzato in Slovenia o a Trieste ma abbiamo vinto noi»
Bumbaca Gorizia 08.12.2013 Tiare shopping domenicale - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.12.2013 Tiare shopping domenicale - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

«Tiare shopping è la più grande attrazione commerciale della regione. E sono felice sia l’Isontino ad ospitarla», parole di Enrico Gherghetta, presidente della Provincia.

All’opening party c’era lui assieme ad un paio di sindaci e agli assessori regionali Vito e Torrenti. Il giorno dopo, all’inaugurazione vera e propria, ha tagliato il nastro assieme al primo cittadino di Villesse (assenti tutti i restanti 24 sindaci dell’Isontino). E in entrambe le occasioni ha speso parole al miele per questa mega-struttura commerciale.

Gherghetta, perché tutto questo entusiasmo? Perché tutta questa convinzione sincera, lontana mille anni luce dall’opportunismo politico che avrebbe suggerito un profilo più basso, più “democristiano”?

Perché ritengo che il parco commerciale di Villesse sia un’eccezionale occasione per il territorio. Sapete perché, all’inaugurazione, ho detto che Tiare non l’abbiamo subìto ma l’abbiamo voluto? Semplice. C’era il rischio che venisse realizzato in Slovenia o, in seconda battuta, a Trieste. Tutto il mondo non voleva che fosse l’Isontino ad ospitarlo. Invece, ci siamo riusciti. E così non abbiamo allungato la lista delle occasioni perse, che già sono innumerevoli.

È consapevole che le sue parole faranno imbufalire i piccoli commercianti?

Stiamo parlando del più grande centro commerciale d’Europa. Tutti i cambiamenti portano preoccupazioni. E poi, sapete cosa vi dico? Nel primo giorno d’apertura, soltanto il 10 per cento dei visitatori proveniva dalla nostra provincia: tutto il resto è venuto da fuori. Capite che questa è un’eccezionale attrazione commerciale? Noi dobbiamo essere capaci di intercettare tutto questo flusso di persone, facendo loro conoscere le bellezze del territorio. Ecco perché credo che la Provincia abbia visto lontano aprendo all’interno di Tiare un megasportello turistico: per ora, la sede è provvisoria ma prossimamente avremo la “casa” definitiva.

Ma cosa deve fare il piccolo commercio per fronteggiare cotanto avversario?

Vale poco piazzare i lumini in strada o piangersi addosso. Quella di “Tiare” è un’iniziativa imprenditoriale e bisogna reagire mettendo in campo altre iniziative imprenditoriali. Il territorio tiri fuori le unghie, i piccoli commercianti puntino sulla qualità, sulla diversificazione dei prodotti e sulla cura del cliente. E poi c’è quello che, per me, è stato un errore storico.

Quale?

Il grande sbaglio è stato che i parchi commerciali sono stati realizzati fuori dai centri storici. Se fossero stati realizzati all’interno delle città, oggi il panorama sarebbe diverso. Lo ripeto: Gorizia avrebbe bisogno di una sorta di magazzini Harrods, un mega-negozio di qualità con oggetti, abbigliamento e servizio esclusivo. Si potrebbe sfruttare uno dei tanti palazzi storici, oggi inutilizzati e a rischio-degrado. Questa può essere la strada giusta da percorrere: inoltre, la convivenza con “Tiare shopping” e il commercio tradizionale sarebbe perfetta. Nessuno calpesterebbe i piedi all’altro.

Eppure in tanti dicono che diserteranno i centri commerciali...

Chi lo dice è dotato di I-phone, I-pad, computer dell’ultima generazione. Siamo nel 21mo secolo e dobbiamo vivere il nostro tempo. E l’attualità sono i centri commerciali.

Cosa pensa dell’assenza dei sindaci all’inaugurazione?

Che è stata una scelta demagogica. E poi, credo che la rete dei sindaci sia purtroppo colassata. La legislazione ha caricato i primi cittadini di tanti oneri e di tanti vincoli che è difficile, per loro, amministrare.

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