Commercio, a Trieste avanti tutta con i monomarca

La svolta: da Prosecco a Valmaura previsti 5 insediamenti. L’assessore comunale Kraus: «Non possiamo farci massacrare da Villesse, Friuli e Slovenia»
Foto BRUNI TRieste 29.10.2011 Parcheggio selvaggio alla Gaslini
Foto BRUNI TRieste 29.10.2011 Parcheggio selvaggio alla Gaslini

«Vogliamo continuare a farci massacrare da Villesse, dal Friuli, dalla Slovenia e da Internet? Vogliamo continuare a rifiutare la possibilità di avere centinaia di nuovi posti di lavoro?». «Certamente no», è la risposta che dà a queste domande retoriche l’assessore allo sviluppo economico Edi Kraus che dunque con convinzione porterà domani all’approvazione della giunta comunale la prima parte del Piano del commercio, quella che originariamente era stata definita la partita dei “monomarca”, e che prevede l’apertura di cinque nuovi complessi commerciali. Sarà seguita tra un anno o anche meno da una seconda parte per tre ulteriori centri commerciali per i quali bisogna però attendere che si concluda la procedura già avviata di Valutazione ambientale strategica (Vas). Già domani dunque si certificherà un esplicito atto di rottura con la Confcommercio presieduta da Antonio Paoletti da sempre contraria a questo piano. L’iter per i “monomarca” del resto era già stato avviato dalla giunta Dipiazza, ma era stato appunto bloccato per l’opposizione dei commercianti triestini, nonostante il lavoro preparatorio con l’attrazione di importanti investitori da parte dell’ex assessore Paolo Rovis. Ora però sembra giunto il momento di passare al dunque: si tratterà comunque prima di ristrutturare gli edifici già esistenti, tutti alla periferia anche estrema della città, il che dovrebbe però creare numerosi posti di lavoro perlomeno temporanei nell’asfittico settore dell’edilizia.

L’intervento più ampio è quello previsto da Dino Conti nel comprensorio dell’ex concessionaria tra strada della Rosandra e via Carletti con insediamenti commerciali che dovrebbero svilupparsi su ben 6.500 metri quadrati interni e altri 2.200 esterni. Qui inizialmente avrebbe dovuto insediarsi il gruppo francese di bricolage e casalinghi Leroy Merlin che però a causa dei tentennamenti triestini nel frattempo ha deviato su Udine. Ora non sono previsti generi alimentari o di abbigliamento, ma non si conoscono altri dettagli. Un’altra operazione già nota che stavolta potrebbe finalmente andare in porto è quella della Fondazione Gaslini che intendeva mettere a reddito l’enorme ex oleificio di cui è ancora proprietaria per sostenere l’ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova. Anche in questo caso però si è di fronte a un’altra fuga, anche se più corta, quella del megastore di articoli sportivi della Decathlon che ha trovato ospitalità al Freetime di Montedoro. Anche qui gli spazi sono piuttosto ampi: 4.500 metri quadrati con possibili punti vendita sia alimentari che non alimentari. La Porta Rossa spa intende invece realizzare una struttura per la grande distribuzione che esclude però il settore alimentare. In questo caso l’area, tra la via Flavia e la via Pietraferrata, si estende su 2.500 metri quadrati. La Miramare spa ha chiesto di intervenire nel comprensorio tra le vie Valmaura e via Rio Primario investendo su un’area di 2.300 metri quadrati. Qui c’è il grande capannone di Bricofer e il nuovo insediamento potrebbe riguardare un suo ampliamento o comunque l’insediamento di un megastore Brico. Infine la Elio arredamenti di Prosecco, mobilificio ben noto per essere attiguo al parco che ospita numerosi daini, intende ampliare la propria struttura su una nuova area a propria volta molto ampia, di 4.500 metri, dedicata presumibilmente alla vendita di mobili e complementi d’arredo.

«Come amministratori pubblici - ha dichiarato l’assessore Kraus - dobbiamo dare a chi ha voglia di investire la possibilità di farlo, portando posti di lavoro e un ampliamento dell’offerta commerciale per Trieste evitando che i nostri stessi cittadini vadano a fare shopping a Villesse o in Slovenia e magari richiamando acquirenti da fuori».

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