I mille volti della creatività Dai droni al robot-cuoco

Successo per il primo “Trieste Mini Maker Faire”: 300 inventori da vari Paesi e tanti visitatori. Quattro stand con i prototipi realizzati dai ragazzi del Volta
Di Giulia Basso
Lasorte Trieste 17/05/14 - ICTP, Centro di Fisica, Mini Maker Faire
Lasorte Trieste 17/05/14 - ICTP, Centro di Fisica, Mini Maker Faire

Le idee destinate a cambiare il mondo spesso nascono in luoghi bui e nascosti alla vista: cantine, garage e piccoli laboratori casalinghi sono il paradiso degli inventori. Ma in occasione del primo Trieste Mini Maker Faire i “maker”, quelli che si arrovellano per costruire, automatizzare, robotizzare, sono usciti allo scoperto per raccontarsi e condividere con il grande pubblico per un’intera giornata i loro progetti, le loro idee e creazioni. E il pubblico ha risposto con un entusiasmo sorprendente: fin dal mattino il campus del Centro di fisica teorica di Miramare, che ha ospitato la grande fiera dell’invenzione con 109 stand e circa 300 maker provenienti dal Triveneto ma anche da Slovenia, Croazia, Olanda e Germania, si è riempito di curiosi di ogni età. Impossibile uscirne delusi, perché di invenzioni in mostra ce n’erano davvero per tutti i gusti e tutte le esigenze.

Spopolano i robot, perché l’automazione è uno dei settori che più appassionano i “maker”. Allo stand di Angelo Pressacco per esempio ecco Giorgio, l’aiuto cuoco, Pheel, il robot che in pochi secondi sbuccia frutta e verdura, e Mastino, il multifunzione che ti dice quali ingredienti inserire e, in base all’attrezzo che ci associ, è in grado di preparare praticamente ogni pietanza, dalla pasta fatta in casa alla pizza. I prototipi sono concepiti con interfaccia wifi e connessione a un sistema di domotica: presto l’idea di cucinare con lo smarthphone, lungi dall’essere fantascienza, diverrà realtà.

Ma ci sono anche i robot concepiti per lo svago: ecco allora che all’ingresso del Mini Maker Faire, evento organizzato dall’Ictp per celebrare i suoi primi 50 anni insieme all’Immaginario scientifico e a Maker Media Inc, i visitatori vengono accolti dal concerto di un anomalo gruppo di musicisti, composto da un robot percussionista e da un suo collega pianista, vestito per l’occasione in frak. Spopolano anche i droni, gli aeromobili a pilotaggio remoto, presenti al Mini Maker Faire in svariate tipologie e con diverse funzioni applicative.

Altro ambito in cui gli inventori si scatenano sono i progetti di stampa in 3D, spesso legati a temi di carattere ecologico. Si va allora dal riciclaggio di materiali plastici alla stampa realizzata con sementi e terriccio per dare vita a piccole creazioni artistiche decisamente “green”. E ancora sismografi e misuratori di ph home-made, simulatori di abitabilità planetaria, abiti con tecnologie incorporate, borse e zaini con l’antifurto. Poi ci sono le antiche professioni, che con l’ausilio delle nuove tecnologie si reinventano. I cosiddetti “artigiani digitali” creano gioielli in acrilico tagliati con il laser, piccole opere d’arte ottenute riciclando creativamente lattine usate, coloratissimi origami modulari e matematici, borse realizzate senza cuciture.

Per gli inventori la maker fair è un modo per conoscersi, scambiarsi idee e progetti e dare vita a nuove collaborazioni, perché dalla contaminazione creativa nasce l’innovazione. Ma la Maker Fair è una sorta di palestra-laboratorio anche per il pubblico, in particolare per i più giovani: tantissime le attività per le scuole proposte nel corso della giornata, dalle costruzioni creative ai workshop di serigrafia, fino ai laboratori dedicati alla programmazione base con Arduino, la scheda elettronica con microcontrollore e circuiteria di controllo che spopola tra gli hobbisti per la sua formula open e il basso costo. Tra gli stand anche quello del liceo Dante e ben quattro destinati alle invenzioni degli studenti dell’istituto tecnico Volta, che presentano un prototipo di un impianto di irrigazione ad aria compressa regolato da sensori di umidità e un ingegnoso “muscolo pneumatico” con controllo software.

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