A due bambini di Napoli i primi “Premi alla Bontà”

l’iniziativa

Festeggia quest’anno il suo ventunesimo compleanno la Fondazione benefica dedicata ad Hazel Marie Cole, a cui è collegato il Premio alla Bontà, che ha registrato nel corso del tempo un sempre maggiore interesse in tutto il territorio nazionale. Proprio in questo periodo si sono concluse le selezioni per la scelta dei vincitori della prima linea di provvidenze a favore dei bambini che si sono distinti per atti di bontà nell’ambito della scuola elementare e media inferiore.

Sono tre infatti le linee di provvidenza legate al progetto, nato nel 1999 su iniziativa della famiglia Pianciamore, che ha già assegnato 396 premi. La prima linea premia atti di Bontà nell’ambito della scuola elementare e media, la seconda fornisce “pocket money” a ragazzi provenienti da Paesi disagiati vincitori di borsa di studio per il Collegio del Mondo Unito di Duino, la terza linea premia chi aiuta i non autosufficienti. Del totale dei premiati (396), 184 sono italiani e 212 stranieri.

Come consuetudine il 13 luglio di ogni anno vengono assegnati i premi ai ragazzi della prima linea (scuole elementari e medie inferiori di tutta Italia) segnalati da insegnanti, direttori didattici e famiglie.

Quest’anno l’epidemia di coronavirus ha portato alla chiusura delle scuole con la conseguente difficoltà degli insegnanti a proporre candidati. Pertanto, le proposte per la prima linea sono state poche. Si è voluto lo stesso premiare gli unici due segnalati nella speranza che il prossimo anno possa essere ricco di proposte. Ai due alunni verrà riconosciuto cumulativamente l’importo di 2000 euro sotto forma di due polizze vita che scadranno al 18° anno di età.

I premiati della prima linea di quest’anno sono Dumedah Emmanuel Gerardo, primo circolo didattico di Qualiano (Napoli) che “si è distinto per il sostegno costante al fratellino durante la didattica a distanza nonostante le difficoltà linguistiche in famiglia essendo di provenienza straniera” e D’Alterio Emmanuel, primo circolo didattico di Qualiano (Napoli) definito “punto di riferimento per un compagno di classe con grandi difficoltà durante la didattica in presenza e a distanza nonché disponibile verso gli altri compagni”.

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