A Grado è ribaltone Scema l’effetto-Raugna

Grado. Alle elezioni amministrative del 5 giugno che incoronarono Dario Raugna sindaco dell’Isola d’oro, sorretto da quattro liste (Open, Democratici gradesi,Insieme e Liber@), la Lega si era piazzata al quinto posto per schede, con un non esaltante 6,17%. Meno di tre anni dopo, sul mandamento isontino e pure nella Bassa, svetta con 45,45% di voti a favore. Non ci sono più le mezze stagioni e anche l’elettorato si muove nel volgere di un triennio da una parte all’altra. L’area politica di Raugna ne esce con le ossa rotte. Se poi la riscossa del Carroccio alle Europee vada interpretata come una prima valutazione sull’operato dell’attuale amministrazione, bé allora il sindaco ne avrà di che riflettere. Ma questo si vedrà nei prossimi giorni.

Stessa solfa a Palmanova, comune retto dal democratico Vincenzo Martines: anche qui le europee consegnano una sonora sberla: Lega al 42,23%, Pd secondo partito, ma a notevole distanza, fermo al 22,44%. Un tonfo. Il M5S non decolla, fermo all’11,30%. Fratelli d’Italia cresce al 7,79 e supera Forza Italia (6,57%). Va male anche a Cervignano, dove governa, con secondo mandato, il dem Gianluigi Savino: la Lega spariglia le carte e s’impone al 38,08%, mentre il Pd non vola, restando al 24,44%.

Carroccio al primo podio anche a Fiumicello (39,51%), mentre i democratici restano dietro, al 26,08. Ci si consola con Terzo d’Aquileia, dove il Pd supera la soglia del 30% piazzandosi al 32,63% di consensi, ma la Lega è davvero dietro di un soffio, ad alitare sul collo: 32,20%. Vittoria sì, e allo scrutinio una scheda in più fa la differenza, ma molti amministratori, nelle stanze di partito, domani dovranno porsi degli interrogativi. —

Ti.Ca.

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