A Lubiana è caccia grossa alla poltrona da commissario

I socialdemocratici puntano sulla super votata e riconfermata Tanja Fajon. L’opposizione risponde con Anže Logar. E spuntano anche Cerar ed Erjavec

Eletti gli otto europarlamentari che andranno a Bruxelles sedendosi nei seggi dei rispettivi gruppi politici di appartenenza adesso in Slovenia si sta scatenando la guerra al posto da commissario. Nel precedente mandato Lubiana aveva occupato la non marginale casella del commissario ai Trasporti con Violeta Bulc, per il prossimo “esecutivo” europeo i giochi sono appena iniziati. E sarà una lunga battaglia continentale.

Ma di battaglia si tratta anche di quella innescata in Slovenia per la scelta di chi ricoprirà il ruolo di commissario nel corso del futuro quinquennio. La coalizione di governo formata dalla lista del premier Marjan Šarec (Lmš), dai socialdemocratici, dalla lista dell’ex premier Miro Cerar e attuale ministro degli Esteri (Smc), dall’Alleanza per Alenka Bratušek, anche lei ex premier, dal Partito dei pensionati (Desus) con l’appoggio esterno di Levica (Sinistra) affronterà l’argomento in questi giorni. «Per quel che riguarda la vicenda del commissario Ue, vi credo che siate curiosi - ha detto sornione il premier Šarec ai giornalisti - però lo sapete che una certa tensione dal carattere drammaturgico ci deve essere».

Il nome più accreditato che circola in queste ore lungo i corridoi dei palazzi della politica che contano qui a Lubiana è quello dell’europarlamentare Tanja Fajon, parlamentare europea appena confermata e con il record delle preferenze. Socialdemocratica conosce bene i meccanismi della macchina istituzionale e politica di Bruxelles, ma dal gabinetto del premier trapela una certa ritrosia da parte di Šarec a dare tanta autonomia e tale potere decisionale al partner di governo socialdemocratico, alle cui fila la Fajon appartiene, da scegliere da solo chi sarà il commissario Ue sloveno.

La lista Partito democratico-Partito popolare (Sds-Sls) entrambi all’opposizione ma che hanno di fato vinto le elezioni europee in Slovenia ottenendo tre eurodeputati propone, invece, il nome di Anže Logar, deputato della Sds di Janez Janša. Gli altri due papabili sono nell’ordine l’attuale ministro degli Esteri Miro Cerar che però con la sua lista Smc è uscito dal voto europeo con le ossa rotte e il ministro della Difesa e leader dei pensionati Karl Erjavec figura che dopo un ultradecennale mandato agli esteri in diversi governi l’Unione europea la conosce a memoria ma che ultimamente vede la sua immagine offuscata dai sospetti emersi in Parlamento di aver gestito in modo non professionale l’arbitrato internazionale alla Corte dell’Aja sui confini marittimi e terrestri con la Croazia permettendo la fuga di notizie che ha di fatto portato Zagabria sull’Aventino dalla cui “vetta” si ostina a non riconoscerne la sentenza.

E poi c’è chi, come Zmago Jelinčić, leader dell’estrema destra (Sns) che candida se stessa in una lettera inviata all’esecutivo definendosi praticamente perfetto a ricoprire la prestigiosa carica europea. —


 

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