A Pola una facoltà di Medicina Siglato l’accordo con Zagabria

POLA. Ci è voluto un lungo e complesso iter burocratico, ma finalmente all’Ateneo istriano intitolato a Juraj Dobrila sta per aprire i battenti la facoltà di Medicina, la quinta istituita in Croazia. Le iscrizioni verranno aperte già in vista del prossimo anno accademico e si prevede che i corsi saranno frequentati da 30-40 studenti.
L’annuncio è arrivato dal rettore Alfio Barbieri, che ha precisato come già in questo momento sia disponibile l’80% del corpo docente necessario. «Si tratta di professori di spessore internazionale - ha spiegato Barbieri - e l’ultimo passo da compiere riguarda ora l’accreditamento dei corsi».
Barbieri ha parlato all’atto della firma dell’Accordo di collaborazione con l’ospedale specialistico Santa Caterina di Zagabria, considerato un centro d’eccellenza europeo per la diagnosi, gli interventi ortopedici e la chirurgia della colonna vertebrale. L’ospedale rappresenta anche la base didattica delle facoltà di Medicina di Fiume, Spalato, Mostar e della facoltà di Chinesiologia di Zagabria. È inoltre il nosocomio del Comitato olimpico nazionale croato e della nazionale di calcio.
A nome dell’ospedale stesso ha firmato l’intesa Zoran Primorac, studioso e ricercatore di fama internazionale. «Sono stato testimone diretto di tutti i progetti finora portati avanti dall’ateneo istriano nei suoi dodici anni di attività» ha commentato Primorac sottolineando «i suoi sforzi intesi a diventare concorrenziale sul piano globale. E il numero di 4.000 studenti iscritti indicano che si è sulla buona strada».
La facoltà di Medicina di Pola, è stato ricordato, nasce soprattutto in risposta alla domanda sempre maggiore di medici e personale sanitario nel paese, «un problema - ha aggiunto Primorac - che peraltro si fa sentire a livello internazionale»
La nascita della facoltà di Medicina a Pola non è gradita però dalla Conferenza dei decani delle quattro facoltà già attive, in quanto «fino a che la Croazia non definirà la strategia di sviluppo del sistema sanitario con l’analisi esatta del fabbisogno di quadri, la nascita di una nuova facoltà non è necessaria», ha sottolineato l’organismo, riportando a supporto della sua affermazione alcune cifre: ogni anno le quattro facoltà esistenti sfornano 550 medici, il che significa una quota di 5.500 nei prossimi dieci anni. Il rischio di carenza insomma secondo la Conferenza dei decani non esisterebbe.
Un parere positivo è invece arrivato dall’Ordine dei medici della Croazia, secondo il quale l’iniziativa avviata a Pola è ben concepita e poggia su argomentazioni valide. Entro i prossimi dieci anni - ha argomentato l’Ordine - andranno in pensione circa 4.000 medici; e resta da vedere quanti emigreranno per lavorare all’estero.
In ogni caso l’ateneo istriano punta dichiaratamente a ospitare la migliore facoltà di Medicina in Croazia.
Il suo futuro decano, Kresimir Pavelić, ora in attività nel Reparto di Biotecnologia dell’Università di Fiume, ha dichiarato che «l’Istria vuole fortemente questa facoltà, lo dichiara con chiarezza e tra l’altro vuole assicurarsi dei quadri medici di eccellenza che lavoreranno nel nuovo ospedale» regionale di Pola. —
P.R.
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