A Rovigno il liceo italiano porta il nome di Antonio Borme

L’istituto intitolato al suo storico preside, figura di rilievo nella storia della Cni. 

Valmer Cusma
La targa apposta sul liceo-ginnasio italiano di Rovigno “Antonio Borme” (Foto Smsi)
La targa apposta sul liceo-ginnasio italiano di Rovigno “Antonio Borme” (Foto Smsi)

 

Una giornata nel segno della memoria, dell’identità e della scuola italiana in Istria: la Scuola media superiore italiana ha celebrato con una cerimonia solenne la sua intitolazione ad Antonio Borme, decisa il 12 marzo scorso, nell’ambito dell’80° anniversario della fondazione del Liceo-Ginnasio di Rovigno. La targa che ricorda una delle figure più significative nella storia dell’istruzione e della Comunità nazionale italiana (Cni) dell’Istria e di Fiume è stata scoperta dai figli Giuseppe e Miriam.

Preside, pedagogista, docente, autore di manuali scolastici e promotore della formazione degli insegnanti, Borme fu anche dirigente delle istituzioni della Cni e protagonista della vita pubblica. Nel maggio del 1945 gli venne affidato il compito di organizzare e dirigere il nuovo Liceo-Ginnasio di Rovigno, che aprì i battenti nel settembre dello stesso anno. Borme rimase alla guida dell’istituto fino al pensionamento, nel 1979, accompagnandolo attraverso oltre tre decenni di profondi cambiamenti nella scuola e società istriana.

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni politiche e della Cni, dell’Università popolare di Trieste, esponenti del mondo della scuola e della cultura, familiari di Borme, docenti ed ex docenti, studenti ed ex studenti e numerosi cittadini. Tra gli interventi, quello della preside Ines Venier, che ha ricordato come l’intitolazione rappresentasse un obiettivo perseguito per anni, grazie alla collaborazione dei diversi comitati scolastici succedutisi nel tempo. Particolarmente significativo l’intervento dello storico Giovanni Radossi, presidente onorario dell’Unione Italiana e direttore emerito del Centro di ricerche storiche di Rovigno, nonché alunno, collega e amico di Borme, che ne ha ripercorso la complessa e ricca esperienza umana e professionale.

Il filo conduttore della cerimonia è stato il ruolo della scuola come presidio della lingua e della cultura italiana. Attraverso letture bilingui tratte dagli scritti di Borme, la recitazione dell’Ode III, 30 di Orazio e gli interventi musicali di Nicole Maria Kučinić al pianoforte e Giovanni Uggeri alla chitarra, è stata riproposta la concezione dell’educazione sostenuta da Borme: non soltanto istruzione, ma formazione della persona, cultura e responsabilità verso la propria comunità.

Nel corso della serata la Città di Rovigno ha inoltre conferito alla scuola il Riconoscimento del Sindaco per gli 80 anni dalla fondazione. Il riconoscimento è stato consegnato dal sindaco Emil Nimčević alla preside Venier, affiancato dalla vicesindaca Gianfranca Suran. A completare la celebrazione, la mostra «Non scholae sed vitae discimus», un viaggio nella storia della scuola italiana rovignese. L’esposizione ripercorre le radici dell’istituzione prima del 1945 e, attraverso fotografie e documenti, racconta le generazioni di studenti dal 1945 a oggi. Un intero piano è dedicato ad Antonio Borme.

 

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