La grande magnolia di via Coroneo ha le radici compromesse, il suo destino è appeso a un filo
Alcuni lavori edili del passato avrebbero minato la sua stabilità, secondo i tecnici incaricati dalla proprietà per una valutazione, l’albero andrebbe abbattuto. I residenti, affezionati, cercano una soluzione per salvarla mentre il Comune ribadisce di non avere un ruolo

C’è una mobilitazione per tentare di salvare la magnolia che domina all’interno di una corte che si affaccia su via del Coroneo, all’altezza del civico 19. Si tratta dell’alta pianta che si scorge in fondo, all’esterno del dehor della pizzeria Casa Pepe, a ridosso degli spazi dell’ex palestra Daytona.
La perizia dei tecnici
L’albero pende verso destra. La proprietà di quella corte fa riferimento alla società 1912 holding srl, che ha incaricato la ditta New Green, che si occupa con costanza di curare quell’area verde, di fare delle verifiche. La ditta ha intanto potato i rami che, a fronte di una raffica di bora, potevano spezzarsi; poi ha incaricato un perito botanico di costatare lo stato di salute della magnolia. Il responso non è positivo.
L’apparato radicale della pianta è compromesso, la pianta non è dunque ben radicata nel terreno «è come se a fronte di una raffica di bora a 120 chilometri orari una persona tenta di non cadere stando sulla punta dei piedi, senza quindi una solida base di appoggio», spiega il titolare della NewGreen, Peter Pernarcich. Che si limita a indicare come «noi ci limitiamo a fornire un parere alla proprietà, dettagliato nella relazione di un professionista, e poi la decisione sul da farsi spetta a chi poi ha responsabilità su quell’area».
Come una colonna
Stando alle valutazioni degli esperti, a compromettere l’apparato radicale di quella magnolia – che ha almeno 30 anni – sarebbero stati dei vecchi lavori edilizi, che hanno reciso in maniera drastica le radici, asportando parte del terreno e asfaltando l’area, impedendo alle radici di esprimersi e di respirare. Insomma, chi è intervenuto – non i proprietari attuali – ha trattato quella pianta come se fosse una colonna, un oggetto, non un essere vivente. Sembra che una parte delle radici evidenzi anche del marciume.
Residenti affezionati
I residenti delle abitazioni che si affacciano su quel cortile sono molto affezionati a quella pianta. C’è persino un residence della zona dedicato a quell’albero. Chi vive o lavora in quell’angolo della città non vorrebbe vederla abbattere, qualcuno ha anche chiesto al Comune di intervenire per valutare direttamente se vi sia o meno la necessità di una soluzione così drastica. Altri per questioni di sicurezza non hanno dubbi sulla necessità di un intervento drastico.
«Il Comune non ha ruolo nella tutela di quella pianta e quindi nella decisione sul suo destino», precisa Francesco Panepinto, responsabile della struttura Interventi sul verde e alberature del Comune, «visto che la magnolia si trova su un terreno privato e le dimensioni della pianta sono inferiori a quelle degli alberi considerati di pregio e sui quali l’amministrazione comunale ha competenza». Quindi anche per l’eventuale abbattimento dell’albero la NewGreen non ha neppure bisogno dell’autorizzazione da parte del Comune.
«Ci dispiace molto se dovessero abbattere la magnolia», dice Pietro Savarese, titolare di Casa Pepe, «ci ha accompagnato per quasi vent’anni di attività, siamo, per così dire, cresciuti insieme, visto che è proprio a ridosso dal nostro dehor, appena fuori dall’area di nostra pertinenza». Savarese si augura che «prima di prendere una decisione estrema si valutino tutte le possibilità per tentare di preservare la pianta, anche quella di un possibile ancoraggio per evitare di tagliarla. Dopodiché capiamo che vanno valutati gli aspetti legati alla sicurezza».
A breve il destino della magnolia verrà definito.
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