A Trieste le idee “contagiano” l’ex Ospedale militare VIDEO

Cultura e musica a “Contamination Night” per lanciare l’omonimo laboratorio. Il rettore Fermeglia: «Dobbiamo spingere i giovani a portarci la loro creatività»

Trieste, "Contaminazioni" in musica all'ex Ospedale militare

TRIESTE Curiosità, creatività e musica: queste le sfumature che hanno abbellito l’ex Ospedale militare di Trieste. Un modo per vivere l’edificio in modo diverso. Un evento di “contaminazione”, nel senso proprio di fusione tra elementi di diversa provenienza, organizzato dall’Università degli Studi di Trieste, dal Contamination Lab dell’Ateneo, dal Fai – Fondo Ambiente Italiano del Friuli Venezia Giulia e dal Gruppo Fai Giovani di Trieste. Il percorso all’interno dell’edificio è stato inaugurato dalle giovani e preparate guide del Fai, che in due turni, hanno raccontato a circa sessanta interessati la storia e l’architettura dell’ex Ospedale militare, con l’obiettivo di “far scoprire e riscoprire” un luogo che in 123 anni di età ha molti segreti da rivelare, nonostante sia tornato parte della vita cittadina solo nel 2016. È grande l’interesse da parte di tutti; la curiosità spinge anche alcuni a porre qualche domanda.

La serata tuttavia, non ha voluto soltanto richiamare alla lunga e affascinante storia dell’ex Ospedale militare «Questa di oggi – spiega Salvatore Dore dell’Innovation office – è un bella circostanza, di presentazione e di restituzione alla città di un edificio storico che in questo momento però avrà un utilizzo differente: servirà per creare cultura e si spera anche per creare nuova impresa e imprenditorialità all’interno del tessuto triestino».

La “Contamination Night” infatti vuole soprattutto promuovere il Contamiation Lab dell’Università, che si configura per l’ateneo triestino come un aggregatore di percorsi innovativi di didattica e supporto alla creazione di nuova impresa, sede inoltre di incontri con le aziende e di seminari con i professionisti dell’orientamento, finalizzati al rafforzamento degli strumenti per la ricerca attiva del lavoro, del “self branding” e della capacità di valorizzare i potenziali di occupabilità.

«Il CLab, che ha sede proprio qui nell’ex Ospedale Militare, permette a noi studenti di qualsiasi facoltà di ricevere un background culturale su come creare un’impresa. Il suo valore aggiunto è quello di trasmette a noi giovani delle soft skills per muoverci e far partire uno startup: come trovare investitori, quali sono gli errori che un’azienda commette e come evitare il rischio di fallimento. Ci permette tramite incontri di mentoring di lavorare su quello che si chiama il business planning, cioè imparare tutto ciò che un’azienda può fare per creare reddito, seguiti da imprenditori ed esperti; persone che hanno avuto sucesso e che vengono ad aiutarci per intraprendere un percorso non semplice» spiega Silvio Baratto, giovane laureando in ingegneria informatica.

A ribadire l’importanza del CLab è stato anche il magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, Maurizio Fermeglia: «Bisogna andare a prendere le idee dai ragazzi e dalle ragazze ai primi anni di ateneo; dobbiamo spingere i giovani a portarci le loro idee, per poter ragionare con loro e aiutarli a trovarne un finanziamento, se possibili. Penso sia la strada giusta per questo Contamination Lab».

A coronamento della serata, un concerto ha infine nimato l’edificio dell’ex Ospedale militare grazie all’intervento del duo musicale composto da Paola Fundarò all’oboe e da Reana De Luca al pianoforte. —




 

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