Abiti eleganti, papillon e tradizione nel Gran ballo dell’Università

Alle 20.30 in punto nella sala della Piccola Fenice fanno capolino i primi arrivati. In completo nero e papillon, ad accogliere gli ospiti c’è Stefano Pilotto, docente di Storia delle relazioni internazionali nonché fondatore dell’associazione degli studenti di Scienze politiche, che tradizionalmente organizza il Gran ballo dell’Università.
«I giovani sono pigri – scherza – e così ho “inventato” il ballo per farli muovere. Battute a parte, l’associazione nasce per colmare la conoscenza attraverso la dialettica sociale, i viaggi di studio, le conferenze. Il ballo è il nostro unico evento mondano, serve a fare squadra». Poco dopo si presenta Francesco, un ex studente di Pilotto, che vent’anni fa ha contribuito a realizzare la prima edizione di questa serata di gala e ora torna a vedere se nel frattempo è cambiato qualcosa: «Il primo gran ballo si svolse al Circolo ufficiali – ricorda –. Che coincidenza, allora suonò lo stesso gruppo di stasera». Si tratta dell’orchestra Giulia Pellizzari Ballaben: la musicista siede a un tavolo e sistema alcuni appunti, in attesa del via alle danze. Letteralmente.
Man mano che le persone arrivano, si servono un aperitivo al buffet. Dopo qualche decina di minuti calano le luci e ci si appresta a cenare. Alcuni studenti del master all’International school of management (Mib), ormai prossimi alla fine del corso, hanno deciso di cogliere l’occasione per riunirsi per l’ultima volta. Marta Favino spiega: «Ho studiato Giurisprudenza qui a Trieste e poi ho deciso di specializzarmi al Mib. Le lezioni stanno per finire, veniamo da 15 nazioni diverse, chissà quando ricapiterà di stare tutti insieme». Al tavolo accanto a lei siede Alessandro Pavan. Il nome italofono, segno delle sue origini, non deve però trarre in inganno. Per studiare a Trieste è arrivato addirittura dal Sudafrica ed è madrelingua inglese. La scelta della data del ballo, a fine maggio, ad ogni modo è simbolica. Se per gli studenti di master rappresenta la fine del corso, per quelli universitari è la vigilia della sessione estiva d’esami. Adducendo questa ragione i colleghi di Anna Giulianini, iscritta al secondo anno di Lingue e letterature straniere, hanno disertato la serata di gala. Poco importa: lei ci è venuta da sola, perché le interessa ballare. «Non sono mai stata qui prima – spiega Anna –, mi piace molto danzare e penso che feste di questo tipo siano un’occasione rara». Semplice. Quando le pance sono piene, infine partono le danze. —
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