Fermato l’accoltellatore di piazza della Libertà a Trieste: dopo l’arresto il rilascio

L’aggressore del giovane afghano è un connazionale già noto per l’uso di coltelli. Spaccio di droga dietro al fatto di sangue: nelle tasche del ferito centinaia di euro

Gianpaolo Sarti
Una foto del soccorso in piazza Libertà
Una foto del soccorso in piazza Libertà

Ha un nome e un volto l’accoltellatore di piazza Libertà. Il Nucleo investigativo della Polizia locale, diretto dalla pm Cristina Bacer, oggi pomeriggio, 9 maggio, lo ha individuato e arrestato: è un giovane afghano, noto alle forze dell’ordine per altre aggressioni analoghe e droga. L’uomo, indagato per lesioni aggravate (dove l’aggravante è costituita dall’utilizzo di un’arma), è stato rilasciato dopo poche ore per ragioni giuridiche.

Sabato pomeriggio l’indagato è stato sorpreso proprio in piazza Libertà. Gli agenti lo hanno avvicinato e fatto salire a bordo di un’auto per portarlo in caserma. Lì è stato identificato, fotosegnalato e interrogato.

Sul piano giuridico si tratta di un “fermo per indiziato di delitto”, l’equivalente di un arresto. Ma, come detto, lo straniero adesso è già libero: la magistratura non ha disposto alcuna misura cautelare a suo carico perché la gravità delle lesioni non raggiunge il livello di prognosi che, per legge, ne consente l’applicazione.

Con molta probabilità venerdì il sospettato ha agito con altri complici: sono connazionali, stando alle indagini, che gestiscono il giro di spaccio e dimorano in Porto Vecchio; è proprio in quei meandri che si erano subito focalizzate le ricerche della Polizia locale dopo quanto accaduto.

Quel che è certo è che il giovane ferito, un ventenne pure lui di nazionalità afghana, ha subìto tre profonde coltellate al gluteo, con la conseguente emorragia. Le immagini della panchina a lato di piazza Libertà, dove il ragazzo si è accasciato ormai privo di forze e sull’orlo di svenire, con il pavimento e gli indumenti per terra intrisi di sangue, sono piuttosto eloquenti.

L’Ics, l’associazione che si occupa dei migranti a Trieste, ha diffuso un comunicato stampa sull’episodio sostenendo che il ventenne afghano preso a coltellate da un connazionale è una persona che vive ai margini negli spazi del Porto Vecchio e che è affetta da una «condizione psicologica compromessa» e da «sofferenza mentale», «aggravata ulteriormente dentro un sistema sempre più povero di risorse e incapace di garantire tempi e strumenti adeguati a persone che necessitano di percorsi di sostegno lunghi e strutturati».

Dalle indagini degli investigatori – che al momento non confermano questo aspetto sulle condizioni di fragilità psichica della vittima – traspare anche dell’altro: è emerso che anche lui, il ventenne afghano accoltellato, sarebbe coinvolto nel giro di spaccio analogamente all’aggressore. In tasca, quando è stato soccorso, il giovane straniero custodiva molti soldi. Si parla di centinaia di euro. Secondo quanto trapela sarebbero i proventi della vendita degli stupefacenti. D’altronde è questo lo scenario in cui venerdì pomeriggio, attorno alle 17, si è consumata la lite culminata con l’accoltellamento. Gli investigatori stanno battendo proprio la pista della droga.

L’episodio riaccende l’allarme, ancora una volta, sulle condizioni di degrado, di marginalità e di criminalità in cui versa ormai da tempo piazza Libertà. Non a caso la Prefettura in questo periodo, in considerazione del ripetersi di questi fatti violenti, ha dato disposizioni alla Questura di presidiare quotidianamente la zona dalle 15 alle 21 (e talvolta fino a tarda sera). Nel dispositivo di sicurezza sono coinvolti la Polizia di Stato, i Carabinieri e l’Esercito con il supporto della Polizia locale.

Venerdì pomeriggio piazza Liberà era sguarnita da agenti e militari perché i Reparti mobili della Polizia, inizialmente previsti per il monitoraggio della zona, sono stati dirottati a Venezia per le manifestazioni di contestazione alla Biennale sfociati in incidenti.

Il reiterarsi delle risse, degli accoltellamenti, delle rapine armate e del giro di spaccio che caratterizza la zona costringe ora le forze dell’ordine a intensificare ulteriormente la vigilanza e i controlli. —

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