Accordo tra Slovenia e Austria, droni anti-migranti sui confini

Rotta balcanica, una piattaforma per contrastare i flussi illegali di clandestini. Lubiana prepara riforme in tema di asilo. Nehammer: serve più coordinamento
Un soldato sloveno di pattuglia per intercettare eventuali immigrati clandestini. (Delo.si)
Un soldato sloveno di pattuglia per intercettare eventuali immigrati clandestini. (Delo.si)

LUBIANA. La cosiddetta rotta dei Balcani sembra non voler esaurire il suo flusso di migranti verso l’Europa. Europa che cerca in qualche modo di correre ai ripari. I ministri degli Interni di 18 Paesi europei, tra cui il ministro sloveno Aleš Hojs, hanno concordato in una conferenza a Vienna di istituire una piattaforma volta a combattere la migrazione illegale sulla rotta dei migranti nei Balcani.

La nuova piattaforma, con sede a Vienna, si concentrerà sul coordinamento di quattro settori chiave: cooperazione nel controllo delle frontiere esterne, ritorno dei rifugiati senza diritto di asilo, lotta contro i trafficanti di esseri umani e istituzione di procedure di asilo più rapide ed efficienti. Alla conferenza, il ministro degli Interni sloveno Aleš Hojs ha espresso preoccupazione per la situazione nel campo della migrazione. Ha invitato tutti i partecipanti a esaminare i loro sistemi di asilo e cogliere le opportunità per prevenire gli abusi.

«La Slovenia ha già adottato diverse misure in passato, ora le stiamo rafforzando - ha detto - stiamo preparando cambiamenti nella legislazione penale, stiamo anche modificando la legge sugli stranieri e la legge sulla protezione internazionale per rendere le procedure ancora più efficaci». Hojs ha chiesto anche una politica di espulsione comune a livello di Ue: «Il fatto che solo il 35% di tutti coloro che non hanno il diritto di risiedere nell'Ue sia rinviato ai propri Paesi di origine è una testimonianza dell'inefficacia delle politiche in questo settore», ha affermato e ha sottolineato l'importante ruolo di un'adeguata protezione delle frontiere esterne dell'Ue nella gestione della migrazione nei Balcani occidentali.

A margine della conferenza, Hojs ha incontrato il suo omologo austriaco Karl Nehammer, con cui ha concordato l'istituzione di un progetto di prova di controllo comune delle frontiere con i droni. Il ministero afferma che vogliono utilizzare il progetto per verificare la possibilità di cooperare nel controllo congiunto delle frontiere e la possibilità di trasferire tale controllo al confine sloveno-croato. Nehammer ha spiegato che la nuova piattaforma non è una nuova agenzia o istituzione dell'Ue. I 18 paesi europei vogliono coordinare meglio le misure esistenti, senza voler istituire «strutture parallele», ha sottolineato Nehammer.

Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer ha sottolineato che la Germania, che attualmente detiene la presidenza del Consiglio dell'Ue, spingerà per un accordo su una politica migratoria comune a livello di Unione europea. Margiritis Schinas, commissario europeo per la Promozione europea e Olivér Várhelyi, commissario europeo per l'Allargamento hanno inoltre inviato un chiaro messaggio secondo cui anche i Paesi dei Balcani occidentali devono assumersi la propria parte di responsabilità e adottare un approccio più attivo, in particolare per lo scambio di informazioni, la registrazione dei rifugiati e il rafforzamento della capacità dei sistemi di asilo. 

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