Ad Aurisina il museo all’aperto sulla storia delle cave del Carso

In moto l’iter per la realizzazione di un Parco della pietra a fini culturali e turistici Si punta a partire in estate con la realizzazione di un primo “percorso diffuso”

DUINO AURISINA

Aurisina avrà il suo Parco delle cave e della pietra: già in estate si potrà realizzare una parte del cosiddetto “percorso diffuso”, con il quale si punta a costituire uno degli elementi di maggior attrattività del progetto sotto il profilo turistico. L’annuncio è di Massimo Romita, assessore al Turismo del Comune di Duino Aurisina, che sta seguendo l’iter realizzativo insieme ad Annalisa d’Errico, consigliera delegata alla Cultura.

«Le cave e il marmo sono un simbolo del nostro territorio – spiega Romita – e fanno parte della sua storia. Abbiamo perciò deciso di dare vita a un Parco tematico, che offra ai turisti la possibilità di visitare le cave e le aziende del settore, organizzando per l’appunto dei percorsi diffusi, all’interno dei quali un preciso punto di riferimento sarà il parco stesso». L’idea originaria era maturata la scorsa estate, nell’ambito del “Festival del vento e della pietra”, ovvero l’evento organizzato dall’Associazione culturale “Casa Cave – Contemporary Art”, in collaborazione, fra gli altri, con Karsiart e Comune di Duino Aurisina. In tale occasione era stata proposta la manifestazione intitolata “Il viaggio della pietra – Da Aurisina al mondo” come narrazione delle realtà storiche locali, nata da un progetto di di Maddalena Giuffrida e Fabiola Faidiga, a cura di Eva Comuzzi, che aveva visto la partecipazione di tre scultori: Jacopo Bassi, Edi Carrer e Alberto Fiorin. E in quel contesto si era iniziato a parlare della creazione di un “Museo delle Cave romane di Aurisina”, da realizzare con il Comune di Duino Aurisina.

«Vista la grande disponibilità a contribuire alla realizzazione del progetto espressa da molte realtà culturali, e non solo, dell’altipiano – precisa la stessa Faidiga – il Comune ha accolto l’idea di trasformare le cave e la pietra del Carso in simboli di una tradizione secolare, ben radicata in questo territorio».

«Il mondo delle cave – sottolinea D’Errico – è un universo nel quale tutti gli attori, dagli scalpellini ai titolari dei laboratori, passando per le mogli degli operai, giocano un ruolo determinante, che va riscoperto». E così D’Errico, attraverso un bando legato alla manifestazione letteraria “Città che legge”, ha poi concentrato l’attenzione del Comune sulle pubblicazioni dedicate alla pietra e alle cave, realizzate nel corso degli anni, «che sono la testimonianza scritta di un’epoca – ribadisce la consigliera – il cui recupero è fondamentale».

Romita ha intanto istituito un gruppo di lavoro ad hoc, composto da storici e rappresentanti di aziende e associazioni, all’interno del quale, oltre a Faidiga e Giuffrida, interagiscono la storica Jasna Simonetta, il professor Zvonko Legisa e gli imprenditori del settore Matej Caharija e Bruno Ricamo. «In questo modo – conclude l’assessore – si cominciano a tracciare i percorsi che saranno oggetto del parco all’aperto, futuro volano per il rilancio di Aurisina Cave».—



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