Addio a Campestrini architetto instancabile

Si è spento nel pomeriggio di mercoledì, stroncato da una malattia che ha fronteggiato con tenacia e coraggio per lungo tempo, l’architetto Claudio Campestrini. Goriziano d’origine, aveva 66 anni ed era una figura molto nota nel Cividalese per la sua lunga attività alle dipendenze, prima, del Comune di Cividale – dove ha rivestito diversi incarichi nel settore tecnico –, poi della locale Comunità Montana. Dal 2016 dirigeva l’ufficio tecnico dell’Uti del Natisone.

La triste notizia ha iniziato a circolare poche ore dopo il decesso e si è poi diffusa ieri, destando vivo cordoglio sia nella comunità cividalese che nelle municipalità limitrofe. «Perdiamo un punto di riferimento, una risorsa davvero preziosa», dichiara il sindaco di Cividale e presidente dell’Uti del Natisone Stefano Balloch, dando voce al cordoglio dell’amministrazione, del personale e dell’intera città ed esprimendo sentita vicinanza alla moglie Susanna Massera (anche lei dipendente del Comune di Cividale, all’ufficio cultura) e a tutti i congiunti. Analoghe parole di stima e gratitudine per l’architetto, definito uomo di alta cultura, arrivano dal primo cittadino di Pulfero, Camillo Melissa,

Enzo Cainero, patron delle tappe friulane del Giro d’Italia, con Campestrini era già da mesi al lavoro in vista della tappa 2020, programmata sul Matajur: «Una persona cui devo molto – dichiara – e che ricorderò con affetto e riconoscenza per la straordinaria collaborazione offertami nella preparazione della tappa 2016 della corsa rosa nelle Valli. Nelle ultime settimane ci eravamo sentiti spesso per gettare le basi alla prossima. Un uomo propositivo, concretamente operativo, che lavorava con passione per la sua terra». —

L.A.

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