Addio a Ferrante, manager di Esof2020 ed Expo

È morto ieri a Trieste, l’ingegner Pierpaolo Ferrante, ricoverato dal 19 luglio in gravissime condizioni nel reparto di Cardiologia di Cattinara, dopo il malore che lo aveva colpito improvvisamente.
Il 63enne, direttore esecutivo di Esof2020, non potrà dunque vedere il risultato del febbrile lavoro compiuto per far ottenere a Trieste il ruolo di capitale europea della scienza, in accoppiata con l’ex direttore della Sissa, Stefano Fantoni. Soltanto pochi giorni prima dell’infarto che ne ha causato la morte, Ferrante aveva partecipato il 14 luglio alla cerimonia di chiusura di Esof2018 a Tolosa, raccogliendo il simbolico testimone della città francese, in una cerimonia cui era intervenuto assieme al comitato organizzatore e alle autorità triestine.
L’amore per le imprese difficili non era d’altronde una novità per lui, tra i principali promotori in qualità di project manager della candidatura di Trieste all’Expo, conclusasi invece senza successo. Uomo vicino al centrodestra e legato all’azzurro Roberto Antonione, era stato prossimo al ruolo di assessore all’Urbanistica della prima giunta Dipiazza. L’impegno sul piano pubblico ha visto Ferrante ricoprire il ruolo di presidente dell’Ente per la zona industriale di Trieste (Ezit), oltre che di membro del cda di Trieste Città Digitale. Titolare di uno studio privato operante nel campo dell’ingegneria civile, Ferrante è stato inoltre presidente del consiglio di amministrazione e socio unico della società d’ingegneria Re. Te Srl e direttore tecnico della società di servizi Eng Team. Docente a contratto della facoltà di Architettura dell’ateneo giuliano e presidente del Rotary Club, Ferrante è stato attivo anche nell’ambito della propria categoria, come consigliere del sindacato nazionale degli ingegneri liberi professionisti e delegato all’Inarcassa.
L’ingegnere lascia la sua impronta sull’evoluzione della città nel corso degli ultimi decenni. Sua la direzione dei lavori di restauro dell’ex Ospedale militare e della riqualificazione della zona di Foro Ulpiano, quest’ultima assieme all’architetto Peter Lorenz. Di Ferrante anche il progetto di riconversione del comprensorio ospedaliero della Maddalena e del complesso sportivo di Altura, l’intervento sul ricreatorio Padovan e sulla stazione del tram a Opicina, l’ampliamento del Magazzino 27 in Porto Vecchio, la creazione di un locale notturno storico come il Macaki. L’ingegnere ha svolto lavori al Burlo e al Sincrotrone, oltre a lavorare per conto di Comune e Acegas. Fuori Trieste si segnalano il progetto della nuova sede dell’Agenzia italiana del farmaco a Roma e l’imponente lavoro di risistemazione delle agenzie assicurative Ras del Triveneto. Non mancano i sogni rimasti sulla carta, come il progetto del Parco del mare nell’ex Pescheria, della Fiera in Porto Vecchio e della galleria di collegamento fra Prosecco e Porto vecchio. —
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