Addio a Mario Deotto il signore gentile del calcio azzurro
Il calcio monfalconese volta un’altra pagina terrena di uno dei suoi più grandi figli: Mario Deotto. È morto martedì sera al San Polo dove era ricoverato da qualche giorno. Aveva 85 anni. Lascia la moglie Vittoria e i figli Franco e Dario. Funerali domani alle 10 nel duomo di Monfalcone. Mario era un signore rispettoso, discreto e gentile. Ha attraversato il pianeta calcio con un viaggio di andata e ritorno nel settore giovanile. L’andata comincia nel secondo dopo guerra quando muove i primi passi allo stadio Cosulich. Lo sguardo attento del gran manovratore Ciso Zeleznik coglie nell’esile Mario eleganza, senso tattico e buona tecnica. Il ritorno di Deotto è scandito da tanto settore giovanile come allenatore ed educatore. Non c’è squadra isontina e non solo con cui non abbia collaborato. Una passione per il calcio che gli ha permesso di allenare fino a 84 anni nell’Aris San Polo. Dai pulcini all’Under, qualche prima squadra. Sempre Deotto ha anteposto al risultato l’essere calciatore e uomo. Lo ricordiamo nei panni di segretario del Monfalcone ai tempi della gestione di Sasso. Burrasche un giorno sì e un altro pure. Mario era un punto di riferimento, predicava calma laddove il padrone sbraitava. Il rapporto con Politti, poi. Saldo e fruttuoso ma pure Bracco ha abbandonato troppo presto.
Dal calciatore, centrocampista, Deotto ha iniziato con la D e la C del Crda, la squadra dei cantierini. Nei primi anni Cinquanta il passaggio alla Lazio assieme a Fontantot. Prima di loro era approdato all’Inter il trio delle meraviglie Valentinuzzi, Morin e Lulich. Deotto indossa poi le maglie della Salernitana, della Reggiana, dove passa i suoi anni migliori, del Forlì e del Pordenone. Rientra sotto alla Rocca alla fine degli anni Sessanta per diventare poi allenatore. Quando se ne va qualcuno del Crda è come aggiungere un grano al rosario azzurro della grande stagione del calcio monfalconese. In ordine sparso: Nicoli, Di Davide, Covaz, Trevisan, Ciclitira, Ive, Politti, Lulich, Morin, Valentinuzzi, Valenti, Politti, Zessar, Tonca, Fontanot. Deotto è forse l’ultimo ad aver salutato a centrocampo. Ma è solo il primo tempo. Quel Crda è immortale. —
R.C.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








