Addio a Mimmo Calvani mitico istruttore di sport Forgiò anche Milanese



È mancato in questi giorni, lasciando un grande vuoto nel mondo dello sport triestino, Domenico Calvani, da tutti conosciuto come “Mimmo”.

Nato a Trieste il 30 ottobre 1936, Mimmo Calvani aveva svolto l’attività professionale dell’informatore scientifico, vivendo a stretto contatto con tutti i medici del territorio e creandosi, in tale ambito, una cerchia di amici. Ma la sua notorietà si era molto ampliata quando aveva cominciato a dedicarsi, nel tempo libero, anche al calcio, diventando presidente del Soncini, nota società-satellite della Triestina. Amando molto il mondo del calcio giovanile, Calvani si era sempre distinto per essere non solo un insegnante di sport, ma anche un maestro di vita, elargendo ai piccoli frequentatori del Soncini consigli e raccomandazioni utili anche nel quotidiano.

Mimmo Calvani aveva occhio nell’individuare i talenti più autentici. Con lui sono cresciuti nel Soncini, tanto per fare degli esempi, prima di spiccare il volo verso il mondo del professionismo, calciatori come Mauro Milanese, che ha vestito le casacche di Torino, Napoli, Inter, Queens Park Rangers, e oggi è il primo dirigente della Triestina, e Alex Brunner, portiere del Bologna e del Cagliari. Essendo persona dinamica e piena di entusiasmo, Calvani si era impegnato come dirigente anche nel nuoto, seguendo la carriera di atleta della figlia Roberta, diventata campionessa italiana nella 4x100 mista assieme alle compagne di squadra Sterni, Lenardon e Pettner, sotto la guida tecnica di Franco Del Campo. Nel tempo Mimmo aveva poi perso la stessa figlia Roberta e la moglie. «Eravamo rimasti solo io e lui – spiega l’altro figlio, Giovanni, detto Giobbi, titolare di un noto ristorante delle Rive, “L’Istriano” – e ci vedevamo molto spesso in quanto, abitando vicino al mio esercizio, veniva a pranzare da me, incontrando talvolta un suo vecchio compagno di scuola, lo scrittore Claudio Magris».

È stato lo stesso Giovanni a trovarlo morto in casa qualche giorno fa. «Lo aspettavo a pranzo – spiega – e non vedendolo arrivare l’ho chiamato al telefono senza ottenere risposta. Allora ho raggiunto il suo appartamento e l’ho trovato senza vita”.—



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