Addio allo studioso e politico Claudio de Ferra

Aveva 92 anni. Formò generazioni di attuari. Dal dopoguerra fu esponente della Destra triestina
Foto BRUNI TRieste 26 06 10 Prof. Claudio De Ferra
Foto BRUNI TRieste 26 06 10 Prof. Claudio De Ferra

È spirato nelle prime ore della scorsa domenica, dopo alcuni mesi di malattia, Claudio de Ferra, studioso, scrittore, uomo politico militante nella Destra triestina fin dal dopoguerra. Aveva 92 anni, ne avrebbe compiuti 93 il prossimo 7 agosto, essendo nato nel 1925. Il decesso è avvenuto a causa di una crisi respiratoria all’ospedale di Cattinara, dove era stato ricoverato alla vigilia di Pasqua. Il figlio secondogenito Guido lo ricorda lucido fino all’ultimo. Le esequie saranno celebrate sabato 14 alle ore 11 nella chiesa del cimitero di Sant’Anna. De Ferra sarà poi sepolto nella tomba di famiglia, dove riposano i genitori. Lascia la consorte Jolanda Fantin, i figli Enrico, Guido, Riccardo, Claudia.

De Ferra, cugino di Giampaolo, ex rettore dell’ateneo triestino, ha attraversato buona parte del Novecento e dello scorso secolo è stato significativo testimone, come uomo di scienza, come esponente delle istituzioni, come narratore autobiografico. La vita di studioso inizia con la laurea in Scienze matematiche conseguita a Trieste, sotto la guida - sempre ricordata e apprezzata - di Bruno de Finetti. Come sovente accadeva ai buoni tempi andati, de Ferra fece la gavetta nelle scuole superiori per poi passare all’insegnamento universitario: nel 1965 divenne ordinario di Matematica finanziaria a Statistica, dove formò generazioni di attuari che trovarono logico sbocco professionale nelle compagnie assicurative operanti in città. Tra i suoi lavori “Elementi di matematica finanziaria”, scritto insieme a Luciano Daboni. Per due volte presiedette Amases (l’Associazione per la matematica applicata alle scienze economiche e sociali). Nel 1984 ricevette il premio internazionale Ina Accademia dei Lincei per le scienze attuariali. Una volta congedatosi dall’attività accademica, de Ferra si ritirò in una villetta a Duino dove si dedicò a riordinare il suo ampio patrimonio di memorie, soprattutto storico-militare. Perché il nome di de Ferra è strettamente collegato all’impegno politico. Aderì alla Rsi, frequentò la scuola allievi ufficiali Gnr a Modena e servì nel Secondo reggimento Mdt. Riuscì a passare indenne i 40 giorni titini. Nel dopoguerra entrò ben presto nel Msi, che rappresentò a più riprese in Consiglio comunale, entrandovi per la prima volta nel 1956, e per una legislatura in Consiglio regionale (1973-78). Lo stesso leader missino Giorgio Almirante lo chiamò a presiedere l’Istituto di studi corporativi, che fungeva da centro studi del partito, al posto di un altro triestino, il geografo Ernesto Massi.

Intensa la produzione libraria nella “terza” fase della sua operosa esistenza. Ricordiamo alcuni titoli: “Un milione e 1”, “Una vita di corsa”, Donne armi e bandiere”, “Il sosia”, “Nel giardino di Ester”. E uno dedicato alla sua passione micologica, “Un fungo per amico”.

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