Addio controlli ai confini croati da maggio

Il ministro degli Interni Ostoji„ annuncia la data dell’ingresso in Schengen. Ma ci sono ancora problemi da risolvere
Il confine sloveno-croato di Rupa destinato a scomparire
Il confine sloveno-croato di Rupa destinato a scomparire

L’anno era già noto in base alle dichiarazioni del governo, ma ora si fa anche la data esatta: il prossimo 1 maggio la Croazia entrerà in Schengen. E sarà una data storica e fondamentale soprattutto per l’Istria con la minoranza italiana che ritroverà la sua unitarietà anche geopolitica.

Il ministro degli Interni croato Ranko Ostoji„ è ottimista sul fatto che il Paese ex jugoslavo riuscirà a rispondere a tutti i requisiti richiesti per entrare a far parte di quella che lui ha definito «la vera Europa». Entrando in Schengen la Croazia diventerà confine esterno dell’Europa e, tra gli altri compiti che le spettano da portare a termine entro il prossimo 1 maggio, c’è quello di rinnovare e, in molti casi costruire ex novo, 40 valichi confinari lungo i suoi mille chilometri di confine “esterno”. In tutto i valichi saranno 88.

Il problema sta anche nel fatto che a 23 anni dall’inizio della guerra nella ex Jugoslavia, tra i neonati Stati ancora non si è raggiunto il pieno accordo con i confini tanto che da molto tempo si sta assistendo a una sorta di “giochi senza frontiere”, Tra Slovenia e Croazia a decidere, dopo gli innumerevoli tentativi della diplomazia finiti nel nulla, sarà la Corte arbitrale che sta per finire la sua fase istruttoria e che il prossimo anno emanerà il proprio verdetto molto atteso soprattutto per quel che riguarda la linea di demarcazione marittima nel golfo di Pirano.

Zagabria entrerà in Schengen nel 2015

Ma se per la Slovenia il problema, con l’ingresso in Schenge, sarà per la Croazia una questione di confini interni europei, più problematiche diventano le questioni relative a quelli che diventeranno i confini esterni dei Ventotto. La situazione è ancora aperta con la Serbia lungo il corso del Danubio. Le trattative sono in corso oramai da anni con pochi alti e molti bassi al punto che sembra oramai irreversibile anche qui il ricorso a un arbitrato internazionale.

Le situazioni più paradossali però si vivono tra Croazia e Bosnia-Erzegovina. La questione più spinosa è quella relativa alla sovranità sugli isolotti di Mali e Veliki Škoj nell’area di Neum. Orbene, la Bosnia-Erzegovina rivendica la sovranità sui suddetti “scogli” che si trovano vicinissimo al tracciato del tanto conteso e contestato ponte di Sabionecello che dovrebbe unire Dubrovnik al resto della Croazia, in base all’accordo tra Zagabria e Sarajevo del 1999, accordo che però non è stato ratificato dal Parlamento croato.

Problemi esistono anche sulla terra ferma, questa volta tra Croazia e Republika Srpska. È il caso dell’area di Kostajnica dove alcuni proprietari hanno la casa in Croazia e il giardino della stessa in Republika Srpska e viceversa. Banja Luka ha già chiaramente detto che firmerà un accordo solamente se il confine con la Croazia correrà nel centro del fiume Una, ipotesi che Zagabria ha altrettanto chiaramente bocciato. E i “giochi senza frontiere” continuano.

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