Scelto a caso e picchiato dal branco a Trieste: rischia danni permanenti all’udito

Sedicenne aggredito in via Cadorna venerdì sera da un gruppo di coetanei. Uno armato di tirapugni

Gianpaolo Sarti
La zona dove è avvenuto il pestaggio del ragazzino
La zona dove è avvenuto il pestaggio del ragazzino

Erano in tre, forse quattro. Nella concitazione del momento, anzi nello choc, lui, un triestino di sedici anni, non se lo ricorda bene: quel che è certo è che è stato circondato e picchiato brutalmente per strada, in via Cadorna, da un gruppo di sconosciuti più o meno suoi coetanei. Erano circa le dieci di sera di venerdì. Lo hanno fatto così, per caso. Non per un litigio o una rapina, ma sembra per puro divertimento. E uno del branco usava un tirapugni.

Il sedicenne non ha potuto fare nulla per difendersi, se non sperare che tutto finisse presto. Ma ora rischia danni permanenti all’udito, perché uno di quei pugni gli ha causato una lesione a un timpano. Ha un prognosi di un mese.

L’ultima insensata violenza, sui cui ora stanno indagando i Carabinieri, stavolta porta in via Cadorna, nei pressi del Wolf bar, poco prima di piazza Venezia.

La scena è questa. Il sedicenne è in compagnia della fidanzata e sta camminando tranquillamente per strada. All’improvviso si avvicina un gruppo di coetanei, che il sedicenne – e altri testimoni – nei successivi accertamenti investigativi descriverà come «giovani stranieri minori».

L’approccio avviene con qualche parola di circostanza, forse un’offesa a mo’ di provocazione. Non sappiamo se l’adolescente risponde, se reagisce. Ma parte un primo spintone. Poi arrivano i colpi, uno dopo l’altro e da più parti. Uno del branco è armato di tirapugni e centra il ragazzino all’altezza dell’orecchio. Il sedicenne si accascia. Il gruppetto di violenti fugge e fa perdere le proprie tracce.

Scena due. Chi assiste alla scena, tentando di prestare i primi soccorsi alla vittima, chiama il Numero unico dell’emergenza 112. Arriva un’ambulanza del 118 e, subito dopo, compare una pattuglia dei Carabinieri. Il giovane ha il viso insanguinato. I sanitari lo portano al Burlo. Il paziente viene visitato e medicato al Pronto soccorso. Poco dopo arrivano i suoi genitori, angosciati per quanto accaduto. Fortunatamente, nonostante quei pugni in testa e in faccia, il ragazzino non riporta trami cerebrali. I medici del Burlo lo tengono temporaneamente in osservazione, poi lo dimettono. Ma ha varie tumefazioni al volto e, soprattutto, gli accertamenti diagnostici riscontrano qualcosa di ben più preoccupante: una lesione potenzialmente seria al timpano. Stando a quanto si è appreso ieri da fonti sanitarie, si tratta di un trauma ritenuto importante e che potrebbe anche arrecare all’adolescente danni permanenti all’udito. Serviranno del tempo e ulteriori esami per capire il livello di gravità.

Oltre ai vari dolori per i colpi subiti, il ragazzo è sconvolto per quanto accaduto. Così come la fidanzata che si trovava con lui, l’intera famiglia e chi ha visto la scena.

I Carabinieri hanno già parlato con il giovane e verbalizzato la sua versione dei fatti: lui ha confermato di essere stato aggredito per strada da più coetanei stranieri e in modo del tutto casuale, quindi senza alcuna ragione. Sostiene che il pestaggio non si sia innescato per effetto di una rissa, tanto meno di una tentata rapina, come altre si sono viste in questo periodo. Circostanze, queste, comunque allarmanti. Ma che tratteggiano uno scenario criminale diverso dal solito: perché questa sarebbe una violenza totalmente immotivata, spinta dal solo desiderio di fare del male.

I Carabinieri stanno indagando per il reato di lesioni aggravate, dove l’elemento aggravante consiste anche nell’utilizzo di un’arma: il tirapugni. L’inchiesta si sta concentrando, ancora una volta, sui gruppi di maranza. Responsabili peraltro anche di una rissa scoppiata successivamente, nel cuore della notte, in viale XX Settembre e sui cui sta circolando un video.

Il tema di questa recrudescenza della violenza giovanile, come conferma la Questura, sarà affrontato in Prefettura in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. —

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