Aeroporto, ecco l’ultimatum della società angloamericana

«Ci auguriamo che il “tappeto rosso” promesso dal sindaco Ziberna venga srotolato perché, finora, non ci è stato dato il piacere della sua presenza ai precedenti incontri. Gorizia è una bella città, si spera possa essere la destinazione di un investimento di alcune centinaia di milioni e che tale operazione non venga preclusa, a vantaggio di altre aree geografiche».
Se non è un ultimatum poco ci manca. A formularlo la Turin aviation ltd che ha messo sul piatto un progetto di 200 milioni di euro per il rilancio dell’aeroporto. A uscire allo scoperto è il portavoce (ufficio stampa) Enzo Kermol, triestino, psicologo, area Lega.
«La società angloamericana Turin aviation group ltd e Aero vintage Inc, con sede a Cardiff in Inghilterra e a Tampa in Florida, è una solida compagnia aeronautica, che gode dell’apprezzamento del Governo degli Stati Uniti, impegnata da anni nella gestione degli aiuti umanitari in aree disastrate da eventi naturali, come Puerto Rico e le Florida Keys colpite dall’uragano Irma nel 2017. Oltre a questa attività primaria, si occupa del reperimento e restauro di velivoli storici per musei e fondazioni», spiega Kermol. Che aggiunge: «La più che ventennale conoscenza con il presidente, l’ingegner Edwin Franco, e la sua frequentazione della regione Friuli Venezia Giulia per motivi di lavoro (in gioventù ha diretto i servizi tecnici dell’aeroporto di Aviano) ha portato all’espansione sul teatro europeo della società, con l’idea di un investimento economico qui, per costruire un polo logistico, in previsione di interventi nell’area balcanica e nel Nord Africa».
Kermol fornisce una breve cronistoria, pungendo il primo cittadino. «In qualità di portavoce, assieme al legale italiano della società, Angela Giagnorio, analizzai gli innumerevoli siti adatti ad ospitare un aeroporto con le caratteristiche richieste. Quello di Gorizia rispondeva a tali parametri, pur non essendo l’unico, in un’area geografica ricca di aerodromi, da Campoformido fino a Pirano. Contattai allòra il sindaco Ziberna che, messo in comunicazione telefonica con l’ingegner Franco, parlò lungamente di ristoranti a New York anziché di progetti industriali. Anche i successivi appuntamenti furono disertati, a vantaggio dell’inaugurazione di una rosticceria, di un passaggio a Tele Capodistria, di un viaggio di piacere in Francia. Non occorre essere uno psicologo per capire la rimozione in atto».
Altro affondo. «Stupisce anche la poca dimestichezza del sindaco con le leggi italiane, ma sarà una dimenticanza dovuta al troppo lavoro, in quanto, come ognuno può leggere sulla stampa o meglio consultando gli atti formali, l’operazione proposta ricalca quella effettuata nel 2016 per l’aeroporto Nicelli del Lido di Venezia, dove la società Sace acquistò le quote di Comune e Camera di commercio per 61.500 euro. Come dichiarò all’epoca l’assessore al Bilancio veneziano Michele Zuin “siamo riusciti a mettere d’accordo i soci per vendere la società di gestione dell’aeroporto preservando la destinazione d'uso dell’intera area creando così le condizioni per rilanciare l’aeroporto e, conseguentemente, una valorizzazione del Lido”». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








