Agevolazioni agli utenti triestini per le cure alle Terme romane
I progetti per la nuova piscina terapeutica di Trieste non avranno pronta realizzazione? Il recupero della vecchia struttura in Sacchetta resta un punto di domanda? Roberto Dipiazza ricorre al piano C per fronteggiare la richiesta di servizio che giunge soprattutto dal mondo del volontariato. In attesa che Trieste riabbia un suo impianto specializzato, il Comune finanzierà il trasporto dei richiedenti alle Terme Romane di Monfalcone. Ieri pomeriggio, insieme all’assessore al Welfare Carlo Grilli, il sindaco si è incontrato con la collega monfalconese Anna Maria Cisint, allo scopo di visitare la struttura e valutarne l’utilizzo sussidiario. L’operazione - ha commentato Dipiazza al termine del sopralluogo - è fattibile, «entro una settimana cercheremo di concretizzare dal punto di vista organizzativo l’opportunità». «Il Comune - ha proseguito - finanzierà il trasporto delle persone interessate, che avverrà con mezzi messi a disposizione dalle Terme 2-3 volte al giorno. Verranno definite convenzioni per agevolare l’ingresso alle due piscine». Il sindaco ha insistito sulla “termalità” curativa delle acque, che vengono estratte da pozzi profondi 150-250 metri a una temperatura di circa 38°. Il sito delle Terme sottolinea che sono particolarmente indicate per curare patologie che riguardano ossa, pelle, apparato circolatorio. All’interno delle Terme funzionano servizi medici ed è possibile sottoporsi a percorsi riabilitativi. Lo stabilimento - si legge - è dotato di vasche individuali e di piscine riabilitative-relax, strumentazioni per aerosol, palestra, sale di fisioterapia. La spola terapeutica Trieste-Monfalcone - ha ultimato Dipiazza - proseguirà finchè non sarà costruita e/o recuperata una piscina triestina. E quando si determinerà una delle due ipotesi? Tenterà di scoprirlo l’ubiquo direttore dipartimentale Giulio Bernetti a metà della prossima settimana. A tutt’oggi - è forse la ragione per cui Dipiazza ha aperto il nuovo fronte - i due candidati superstiti a realizzare la terapeutica non hanno ancora formalizzato il loro impegno.
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