«Aggredito da simpatizzanti del Tlt»

Uno studente del liceo Galilei di 18 anni ha sporto denuncia in questura: «Picchiati in Viale per aver criticato il Movimento»
Foto BRUNI TRieste 13.08.12 Agosto triestino: negozi e gente a passeggio
Foto BRUNI TRieste 13.08.12 Agosto triestino: negozi e gente a passeggio

«Non mi sono ancora ripreso, è stato uno choc, ora mi sorprendo a desiderare di lasciare Trieste» si sfoga Alessandro Dose, 18 anni, studente del Liceo Galileo Galilei. Sabato 19 ottobre è stato aggredito dopo avere criticato, anche con parole forti, lo ammette subito, il Movimento Trieste Libera e i suoi aderenti. In ogni caso le parole non possono giustificare i fatti, specie se questi hanno il carattere della violenza. Un’aggressione che ha toccato anche chi ha voluto prendere le difese dello studente triestino, pur non conoscendolo e finendo per ricevere calci e colpi nello stomaco e infine essere sbattuto dentro una fontana. Tutto questo è stato riportato, con minuzia di particolari, in un verbale di polizia

Dose, ex rappresentante di classe e ora nella Consulta provinciale degli studenti, ha sporto denuncia e la Digos conferma di avere un’indagine in corso sull’episodio.

«Io e alcuni amici del “Galilei” ci eravamo ritrovati alla base del Viale alle 13, per poi andare a mangiare in un locale vicino» inizia il racconto Alessandro. Alle 15 il gruppetto, nel frattempo ridottosi allo stesso Dose e a due amici, era tornato davanti al Bar Excelsior, attendendo un’altra persona. Già alle 13 la comitiva aveva notato un tendone del Movimento Trieste Libera con attivisti intenti a una raccolta di firme. A quel punto uno degli amici aveva tirato fuori volantini e un periodico del Movimento che si era fatto dare in precedenza al banchetto. «Non sono un estremista - spiega Dose - ma ho chiaro il senso dello Stato e ne voglio uno che funzioni e sia rispettato. Ho frequentato ambienti sia di destra che di sinistra, mio nonno ha fatto il partigiano nella Brigata Garibaldi e mio zio ha lottato, senza usare violenza, nel ’68». Insomma, Alessandro prendendo spunto dalla pubblicazione del Mtl mostrata sulla pubblica via dall’amico aveva iniziato una discussione con i compagni, criticando il Movimento. «Nel frattempo un uomo, credo oltre i 60 anni, corpulento, si era avvicinato al gruppetto. Non avevo neppure terminato la frase “Questi del Tlt sono solo dei pagliacci”, che lo sconosciuto mi afferrava per le spalle, rivolgendomi di fronte a lui e spintonandomi dopo che avevo confermato il mio giudizio su Trieste Libera» racconta il denunciante. «Io non avevo reagito - spiega il 18enne - e avevo notato che l’uomo aveva sul vestiario appuntati simboli del Tlt. Poi dal gazebo erano accorsi altri tre uomini, due con distintivi del Movimento: uno mi dava una manata in faccia apostrofandomi in malo modo in dialetto triestino».

«Poi - continua - erano sopraggiunti altri presunti attivisti del Movimento Trieste Libera che mi inveivano contro ma non ritrattavo le mie dichiarazioni. Nella concitazione del momento era giunto sul posto un gruppetto di ragazzi napoletani e uno, sui 15 anni, aveva iniziato a intervenire in mio aiuto. Ma gliene incolse».

Secondo la ricostruzione del liceale, a quel punto il gruppo aveva distolto l’attenzione da Dose e l’aveva rivolta al “soccorritore” adolescente, che nel racconto dello studente «veniva picchiato con calci e ginocchiate nello stomaco mentre altri lo immobilizzavano». Amici del napoletano intervenivano per aiutarlo, mentre con il cellulare Alessandro chiamava il “113”.

«Prima che gli agenti arrivassero termina Dose - i supposti attivisti del Mtl avevano fatto in tempo anche a gettare nella fontana che si trova alla base del viale XX Settembre il mio “soccorritore”, con un uomo che gli aveva anche tenuto la testa dentro l’acqua». Secondo Dose, alla polizia gli aggressori avrebbero dichiarato di essere stati vittime di una provocazione pianificata.

«Ho passato sabato e domenica sotto choc, poi abbiamo iniziato a cercare i testimoni e mercoledì scorso mi sono recato in Questura per sporgere denuncia contro ignoti» precisa Dose, incensurato, e con “all’attivo” solo un’occupazione del suo liceo. «Finito il “Galilei” vorrei iscrivermi a Medicina e chirurgia - precisa il ragazzo nato e cresciuto nel capoluogo giuliano - ma ora come ora vorrei andarmene da qui. Trieste è una città piuttosto chiusa, la gente a volte ha reazioni incomprensibili. Sono rimasto commosso da questo gruppetto di napoletani, dalla loro solidarietà spontanea. E pensare, e forse è proprio destino, che già almeno un’altra volta nella mia vita ho incrociato dei partenopei ricavandone una sensazione molto positiva». Frattanto la polizia ha avviato indagini per risalire all’identità di tutte le persone coinvolte nell’episodio di violenza politica e per individuare le responsabilità». (p.p.g.)

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