Al Cisi è già tutto esaurito Mancano posti per disabili

Un anno dopo è nuovamente “tutto esaurito” il sistema di accoglienza del Cisi. Non a caso, con la recente assemblea dei sindaci, il Consorzio ha appena dato il via libera al Documento unico di programmazione 2020-2022 che, tra le priorità, include in primis la ricerca di nuove strutture e nuovi spazi per rispondere alle crescenti richieste dell’urgenza.
Appena 12 mesi fa, con l’inaugurazione della nuova casa-alloggio di via Roma a Villesse, il Cisi aveva liberato sette posti nella struttura residenziale per casi gravi-gravissimi di Gorizia. Invece, più velocemente del previsto, i posti disponibili per i disabili dell’Isontino sono nuovamente esauriti: oltre ai 46 ospiti delle strutture residenziali (25 al centro di San Rocco a Gorizia, 14 nella comunità alloggio di Begliano, 7 nella casa di Villesse) ci sono altri 44 utenti che si trovano, in convenzione, in strutture extra Cisi. Ancora, 140 sono i disabili che afferiscono ai servizi semi-residenziali, ovvero ai tanti centri diurni, e anche in questo caso le richieste sono in aumento. Facendo riferimento solo ai soggetti già noti al Cisi, il consorzio si attende a breve di poter o dover inserire nelle strutture residenziali altri 12 utenti, mentre 8 potrebbero essere quelli con necessità di aderire ai servizi dei centri diurni.
«La popolazione invecchia – spiega Saverio Merzliak, direttore del Cisi –, e i genitori anziani non hanno più la possibilità di occuparsi in casa dei figli disabili. Inoltre crescono le diagnosi negli adolescenti che escono dalla scuola dell’obbligo, e aumenta anche il numero delle persone disabili con problemi mentali. Per tutti questi motivi c’è una criticità legata agli spazi, e ci stiamo muovendo proprio nella direzione del reperimento di nuove strutture».
Diverse sono le ipotesi in ballo. Tra queste, per il breve o medio periodo (orizzonte temporale di un anno circa), ci sarebbe la sistemazione dell’ex scuola materna di proprietà della parrocchia di Begliano, dove potrebbero alloggiare altre 14 persone, tante quante quelle che trovano già spazio nella struttura esistente nello stesso paese. In questo modo si potrebbe risolvere l’accoglienza dei casi più gravi del Basso Isontino, e ci sarebbe spazio anche per un’esperienza di comunità-alloggio. Ancora, il Cisi è vicino ad ottenere sul territorio, in particolare nella Destra Isonzo, una struttura un tempo dedicata alla ristorazione dove poter allestire un nuovo centro diurno. Infine la prospettiva più affascinante, per quanto più complicata e a medio-lungo termine. Una struttura residenziale potrebbe sorgere nel centro San Giuseppe di San Rocco, che dovrebbe essere prima acquisito e poi ristrutturato. Qui verrebbero ricavati altri 25 posti, che sommati agli altri darebbero “respiro” al Cisi per molti anni.
«Il sogno sarebbe quello di poter affiancare ad una parte residenziale, in una delle due ali del complesso, un centro dedicato alla formazione degli operatori che agiscono sulla disabilità – dice il direttore Merzliak –. Il tutto in collaborazione anche con l’università e con enti di formazione, per creare a Gorizia un punto di riferimento regionale per educatori e professionisti, che avrebbero la possibilità di risiedere in loco durante il loro percorso. Questo permetterebbe anche di avere personale qualificato sugli adulti disabili, di cui oggi c’è sempre più bisogno». –
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