Alla Gioconda sgomberata due condomini in regola su otto

Nella storico stabile di Panzano gli alloggi erano tutti arredati Occorrono 800 mila euro per il restauro, ma serve un piano



Un manipolo di traslocatori, professionisti dello sgombero veloce e indolore, ha invaso ieri le rampe di scala secolari del condominio Gioconda, al civico 119 di via Callisto Cosulich. Per portare a termine l’operazione di evacuazione degli abusivi avviato lunedì a Panzano, che ha messo in luce una situazione sconcertante, perfino paradossale: al termine della giornata, stando al report dell’ente, è emerso come sui due lotti del complesso, quattro per scala e un totale di otto alloggi, solo due inquiline, entrambe anziane, risultassero assegnatarie regolari degli appartamenti di proprietà comunale.

E dunque occupazione abusiva in tutte le altre abitazioni fuorché una, già sigillata per precedente sgombero. Insomma, una situazione fuori controllo. Come una palazzina di pregio storico e architettonico, costruito all’alba del rione di Panzano assieme al villaggio operaio dei Cosulich, che ospitò l’atelier dell’incisore più famoso del ’900, Tranquillo Marangoni, sia scivolata nell’indifferenza generale verso l’incuria delle manutenzioni e poi nel vortice delle occupazioni oggi sfugge. Di certo ci vorranno anni per rimettere in sesto gli alloggi: solo uno di quelli liberati è in buone condizioni, gli altri hanno impianti disastrati. Il sindaco annuncia stanziamenti per recuperare subito almeno due appartamenti e altri fondi nel 2019. Ma forse solo l’intervento della Regione, con un progetto similare a quello di Casa Mazzoli, potrà fare la differenza. Servono non meno di 800 mila euro, facendo i conti della serva, per riammodernare serramenti e impianti.

Ieri, all’apertura delle porte cui ha provveduto un fabbro, da quelle case è uscito un po’ di tutto. Oggetti poi accatastati, raccolti in ceste rosse, e portati fuori. Armadi svuotati dei cassetti. Una rete ortopedica appoggiata al muro, il materasso dall’altra parte. Stessa fine avranno fatto la macchina da cucire, il cartone della macchina per il caffé espresso, la cyclette. E altre, più povere, cose: la pignatta consunta, la deprimente ciabatta Crocs, la scarpiera Ikea.

Per stessa ammissione di Anna Cisint, «non è stata una giornata facile», quella di ieri. Presenti pure Giuliana Garimberti, assessore alle Politiche abitative, Ater e Polizia locale, ha avuto un braccio di ferro con uno degli inquilini abusivi, volto storico delle occupazioni in città, al quale in cambio della “libera uscita” ha proposto, in virtù delle sue condizioni, la residenza temporanea in un alloggio d’emergenza. Ieri, infatti, anche per lui sono state avviate le procedure di sgombero. «Non si vogliono lasciar per strada le persone, coi Servizi stiamo facendo dei ragionamenti, ma la priorità e rimuovere le situazioni di illegalità – commenta il sindaco –. Questo signore deve capire che lì non può più stare. O esce adesso o tra un poco, non ha altre possibilità. Gli appartamenti non sono abitabili, gli impianti inadeguati. E se nella notte si verifica un corto circuito?». Di qui la bacchettata sul «passato che ha lasciato case sfitte da una vita, consentendo tali situazioni». «Apprezzabile – ribatte l’abusivo – l’intento del Comune di recuperare il Gioconda come Casa Mazzoli, che non mi vede contrario. Ma non serviva arrivare qui con le ruspe. Si sottolinea sempre l’illegalità dell’azione tralasciando che il mio è invece un atto di disobbedienza civile, uno strumento di lotta politica, perché rivendico il diritto a una casa. Da 20 anni porto avanti la lotta e se non l’avessi fatto nessuno avrebbe riqualificato il patrimonio pubblico: è merito mio». «Si violano – conclude – diritti umani: io occupo perché le istituzioni non hanno dato alternativa». –



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