Alla scoperta del Duomo con un touchscreen fra tesori, segreti e storia

la novità
Nuovo e tecnologico, spesso, possono andare a braccetto con antico e tradizionale. E dall’apparente ossimoro è in grado di nascere qualcosa di speciale, accattivante e persino molto utile. È senz’altro questo il caso di quanto di estremamente moderno i fedeli e i visitatori possono trovare negli spazi sacri e ricchissimi di storia del Duomo di Gorizia, dove è stata installata la postazione multimediale che dà vita al Museo virtuale del Tesoro del Duomo. Una postazione che, commissionata dalla parrocchia di Sant’Ilario e Taziano con il contributo della Fondazione Carigo, è stata realizzata dall’azienda Ubiz3D, che ha sede negli spazi goriziani di Area Science Park e ha curato lo speciale software che è il vero “cuore” del museo.
Grazie ad esso e alla tecnologia tridimensionale, chiunque può immergersi attraverso lo schermo in un viaggio virtuale alla scoperta dei beni storico artistici della Cattedrale del capoluogo isontino. Un viaggio che comincia appena varcata la pesante e storica soglia della chiesa che si affaccia su corte Sant’Ilario, quando subito si scorge sulla sinistra, opportunamente illuminata, la teca in legno che incornicia lo schermo touchscreen. Qui la tecnologia continua a essere accompagnata dalla tradizione, visto che in bella mostra vi sono anche quattro distinte brochure (in italiano e traduzioni anche in sloveno, tedesco e inglese, dato che come si evince dal libro delle firme del duomo, la più importante chiesa goriziana è meta della visita di fedeli e turisti che arrivano pure dall’estero) che raccontano arte, storia, architettura e simbolismo della Cattedrale, e descrivono i profili degli arcivescovi che si sono susseguiti alla guida della diocesi.
L’attenzione però, è inevitabile, viene ben presto attirata dal grande schermo e dall’invito “tocca per iniziare” che vi si può leggere. Una lieve pressione è sufficiente per iniziare il percorso e trovarsi subito di fronte ad un primo bivio: un’opzione permette di accedere alla sezione “La cattedrale” - dove si trovano gli orari delle messe o delle confessioni, e tutti i contatti della parrocchia -, un’altra conduce al tour virtuale del Tesoro del Duomo. Ed è questa la proposta vera e propria del museo. Anche il meno esperto e tecnologico degli utenti si può destreggiare facilmente con il tocco delle dita tra le pagine che scorrono sullo schermo, seguendo semplici indicazioni. Si può scoprire la storia del Tesoro e seguire gli interventi che nel corso dei secoli hanno modificato l’aspetto del Duomo (specie dopo le devastazioni della Grande Guerra), ma la parte più coinvolgente del percorso virtuale è quella che permette di osservare una ricostruzione tridimensionale di alcuni spazi non visitabili o facilmente accessibili della chiesa, dalla sacrestia dei Canonici ai matronei, approfondendo poi le informazioni su manufatti, reliquie, dipinti e oggetti di grande valore che costituiscono il Tesoro del Duomo, in parte giunti da Aquileia nel 1753 e in parte donati dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Il museo virtuale è frutto di un lavoro di ricerca oltre che dell’opera di programmazione del software, evidentemente, e si propone tanto ai goriziani quanto ai turisti. —
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