All’AsuiTs in arrivo 46 nuove assunzioni

Dopo le 52 assunzioni di febbraio, altri 46 innesti in organico in vista all’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, tra medici e operatori del comparto. Un numero che potrebbe ulteriormente salire quando verrà fatta chiarezza sul decreto Calabria che nella conversione in legge, avvenuta alcuni giorni fa, non ha cancellato per le Regioni a statuto speciale il taglio della spesa per il personale dell’1 per cento rispetto al 2018. Quest’ultimo passaggio ha innescato la polemica politica e ha costretto i sindacati a chiedere un incontro urgente con il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi.
Le difficoltà del personale in alcuni reparti dell’AsuiTs, a causa dei pensionamenti, erano emerse il 19 febbraio scorso quando il commissario straordinario Antonio Poggiana aveva effettuato una prima ricognizione e attraverso un decreto aveva confermato l’attivazione di concorsi per assumere 52 unità tra medici e comparto. Una scelta definita minima e necessaria, nonostante l’obbligo di tagliare la spesa dell’1 per cento, per mantenere i Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il 16 aprile il governo aveva poi approvato il decreto Calabria che cancellava tutti i vincoli di spesa, con un certo sollievo per i sindacati, ma tre giorni fa il Senato ha trasformato il decreto in norma di legge reintroducendo il limite per il Fvg e le speciali.
Nel decreto firmato da Poggiana il 5 giugno, pur citando l’obbligo del contenimento della spesa, il commissario – sempre per poter garantire i Lea – ha comunque confermato l’avvio delle procedure di assunzione di altre 46 persone. Nel dettaglio avranno il contratto a tempo indeterminato due dirigenti medici per Cardiologia, otto dirigenti medici per Medicina interna, un dirigente medico per Neurologia, un dirigente medico per Gastroenterologia e tre per Otorinolaringoiatria. A questi si aggiunge un dirigente medico per Malattie infettive a tempo determinato. Per quanto riguarda il comparto sono previste le assunzioni a tempo indeterminato di cinque tecnici sanitari di Radiologia medica, un tecnico di Neurofisiopatologia, sei operatori sociosanitari, un preparatore anatomico e la stabilizzazione di un infermiere. Per i tempi determinati ci saranno poi due tecnici della Riabilitazione psichiatrica e quattro fisioterapisti.
Restano però le polemiche sul taglio dell’1 per cento e per fare chiarezza le sigle sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Fials/Confsal hanno chiesto un incontro urgente all’assessore alla Salute Riccardi. «La nuova norma – spiegano i sindacati – prevede che le Regioni come la nostra siano escluse dall’innalzamento del tetto, ma non esclude che le stesse Regioni, proprio in virtù della loro autonomia statutaria ed economica, possano decidere di confermare di propria iniziativa i livelli di spesa del 2018». Riccardi ha confermato l’incontro in settimana con i sindacati e fa sapere che è pronto anche ad impugnare la norma qualora «generi una diversa applicazione fra le Regioni a statuto ordinario e le speciali. La mia opinione non cambia e condivido, con chi ha sollevato il problema in questi giorni, che non ci possa essere il taglio dell’1%. Ricordo inoltre che le Aziende sanitarie del Fvg hanno a disposizione le risorse per operare senza tenere conto del taglio». Nel decreto Poggiana di giugno questo vincolo viene comunque citato. Intanto il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli attacca il presidente Massimiliano Fedriga: «Dov’era mentre il suo governo e la sua maggioranza decidevano contro l’interesse del Fvg? ». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








