Ancora tensioni al Cie di Gradisca, immigrati sul tetto per protesta

Dura presa di posizione di Serracchiani: «I centri di identificazione sono luoghi di cui dobbiamo fare a meno»
Bumbaca Gorizia 12.08.2013 Gradisca rivolta al CIE Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 12.08.2013 Gradisca rivolta al CIE Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Seconda giornata di tensioni al Cie di Gradisca. Dopo gli scontri con la polizia avvenuti al termine della cerimonia di conclusione del Ramadan, alcuni ospiti ha nno deciso di proseguire la protesta salendo sul tetto del centro di identificazione ed esplusione, portando con sè anche materassi e cuscini. Gli immigranti hanno contestato alcune decisioni della magistratura locale riguardo alla posizione di alcuni migranti e chiesto una modifica alle attuali leggi sull'immigrazione.

Momenti di alta tensione, dunque, risolti solo grazie all’intervento dei funzionari della Prefettura che, al termine di una mediazione durata diverse ore, hanno convinto gli immigrati a scendere dai tetti, dove si erano rifugiati dopo aver divelto alcuni vetri di protezione antisfondamento con delle spranghe di ferro recuperate all'interno del Cie.

L’episodio ha inevitabilmente riacceso le polemiche sulla gestione della struttura e sulle condizioni di vita degli ospiti. E, per la prima volta, ad intervenire con forza è stata anche la presidente della Regione Debora Serracchiani. ««Quanto accaduto al Cie di Gradisca impone una riflessione in sede nazionale sul futuro dei centri di raccolta per immigrati perchè credo siano luoghi di cui di debba assolutamente fare a meno». Lo ha detto a Udine commentando gli episodi avvenuti in queste ultime ore. Serracchiani per Gradisca ha già fatto intervenire l’assessore all’Immigrazione Gianni Torrenti che - ha detto - «ha preso immediatamente contatto con il Prefetto e con le istituzioni locali».

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