All’Ande la Medaglia bronzea della Città di Trieste: da 80 anni forma le coscienze

Il riconoscimento del Comune alle sezione triestina delle donne elettrici. «Ci sprona ad andare avanti e batterci per il voto di tutti i cittadini»

Silvia Domanini

Ottant’anni non sono solo un anniversario: sono un patrimonio civile e il Comune di Trieste onora il traguardo dell’Ande-Associazione nazionale donne elettrici, con uno dei suoi riconoscimenti più significativi, la Medaglia bronzea della Città di Trieste. Un gesto che premia non solo la continuità di un sodalizio ma il ruolo che l’associazione ha nel trasformare la partecipazione femminile alla vita democratica italiana.

Fondata da Carlotta Orlando nel 1946, Ande nasce con un obiettivo chiaro: formare una coscienza civica nelle donne appena diventate elettrici, in un momento in cui il voto femminile segna un passaggio epocale per il Paese. L’anniversario degli 80 anni si accompagna a momenti di prestigio nazionale: le socie sono ricevute il 4 e 5 giugno al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e partecipano a incontri istituzionali all’Archivio storico della Presidenza della Repubblica e alla Corte Costituzionale.

A Trieste, nella Sala del Consiglio Comunale, il sindaco Roberto Dipiazza consegna l’onorificenza alle rappresentanti dell’associazione, un cinquantina le signore presenti, ricordando il valore di un impegno che accompagna la crescita civile della città.

E nel giorno del riconoscimento, la presidente della sezione triestina, Marina Cioli Rinaldi, ripercorre con emozione il significato del percorso. «Questa medaglia è un riconoscimento importante soprattutto per il lavoro che abbiamo fatto: la sezione triestina nasce nel 1986, ricorre quindi il 40esimo anniversario che si intreccia con gli 80 della fondazione, gli 80 anni della Repubblica Italiana e gli 80 anni del voto alle donne. E per noi è uno sprone ad andare avanti sempre meglio. Ci siamo continuamente battute per il voto, non solo delle donne ma di tutti i cittadini italiani».

La presidente ricorda la storia della sezione locale, con un pensiero alle figure che l’hanno guidata. «Difficilmente avrei immaginato che 40 anni dopo mi sarei trovata qui come presidente a ricevere dal Comune una medaglia che premia la nostra associazione. Sono stati 40 anni di incontri con tanti candidati, iniziative, conferenze, dibattiti sui referendum, banchetti in piazza per la giustizia e per la riforma del sistema elettorale europeo, lezioni di educazione civica, concorsi letterari. Oggi la sezione conta 56 iscritte: eravamo molte di più, poi tante sono mancate o si sono ritirate».

Il lavoro sul territorio dedica particolare attenzione ai giovani. «Abbiamo fatto lezioni di educazione civica al liceo Dante e per dieci anni organizzato concorsi letterari all’Università, molto importanti e interessanti».

Affettuoso il ricordo delle presidenti che hanno segnato la storia dell’associazione. «Un pensiero riconoscente va a Carla Mocavero, la prima, e alla marchesa Etta Carignani, presidente instancabile e generosa che ha guidato Ande fino allo scorso anno». Infine, uno sguardo al futuro: «Ho avuto la fortuna di vedere Ande nascere, crescere e cambiare. Ora, alla guida della sezione, sento una responsabilità nuova ma anche una grande voglia di guardare avanti. Perché il modo migliore per celebrare la nostra storia non è solo ricordare ciò che abbiamo fatto in questi anni, ma domandarci che cosa possiamo ancora fare».

 

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