Antenne a Muggia: verso un accordo Chiampore-S. Barbara

I due comitati spontanei si dicono pronti a sottoscrivere un “patto di solidarietà” promosso dal Comune
Di Davide Ciullo
Silvano Trieste 09/02/2012 Muggia, Chiampore, Claudio Poropat
Silvano Trieste 09/02/2012 Muggia, Chiampore, Claudio Poropat

MUGGIA. Non sarà una “guerra tra rioni” il processo decisionale che porterà alla delocalizzazione delle antenne a Muggia. Lo assicurano tutti: i comitati spontanei di Chiampore e Santa Barbara, costretti dalla normativa vigente a passarsi vicendevolmente la patata bollente, e anche l’amministrazione comunale, che ha il delicato compito di far convergere le istanze verso un interesse più generale. La strada verso quel “patto di solidarietà” tra cittadini più volte auspicato dalla giunta Nesladek è tortuosa e piena di asperità, ma percorribile. Le buone intenzioni, almeno, ci sono.

La vicenda è nota: a Chiampore ci sono troppi tralicci, alcuni dei quali abusivi. La necessità di “delocalizzare”, e cioè semplicemente di spostare altrove gli impianti, è diretta conseguenza dei massicci sforamenti registrati in quella frazione, dove l’inquinamento elettromagnetico – secondo dati Arpa – tocca punte di 22,74 volt/metro su una soglia di attenzione di 6: valori superiori di quasi dieci volte ai limiti imposti dalla legislazione europea, nettamente più restrittiva rispetto a quella italiana. «I rilevamenti del 2005 registravano 46 sforamenti rispetto ai 6 volt/metro che costituiscono il valore di attenzione da non superare nei centri abitati – spiega Claudio Poropat, uno dei referenti del comitato antiantenne di Chiampore – e la situazione attuale rende ancor più urgente una delocalizzazione degli impianti abusivi e di quelli più inquinanti in zone maggiormente isolate». Nel 2011 il comitato aveva avviato una larga petizione, raccogliendo 350 firme in poche settimane, impedendo l’installazione di nuovi tralicci a Chiampore e indicando tre luoghi alternativi: il Bosco della Luna, l’area che sovrasta Punta Ronco e quella sottostante il Castelliere di Elleri. Proprio il monte Castellier, nei pressi di Santa Barbara, è oggi il principale candidato. A tal proposito si è già svolta una Conferenza dei servizi che include, oltre al Comune di Muggia, l’Arpa, l’Asl e il Ministero dello sviluppo economico; tuttavia, parallelamente, si sono levate le proteste dei residenti di quest’altra zona, fortemente decisi a non “ereditare” le antenne di Chiampore. «Ma i rapporti sono positivi e costruttivi», puntualizza Poropat: «È normale che gli interessi “localissimi” non coincidano, ma c’è collaborazione». Lo conferma Alessandro Drole, membro del comitato di Santa Barbara: «È imminente un nuovo incontro tra noi, i cittadini di Chiampore e il Comune di Muggia; quest’ultimo ha richiesto un supplemento di documentazione alla società proponente la nuova antenna radiotelevisiva, prima di convocare una nuova Conferenza dei servizi». I residenti non si arrenderanno, giura Drole; e potrebbero, a loro volta, impegnarsi in atti eclatanti come petizioni e “class action”. Stretto tra i due fuochi c’è proprio il Comune: «Ci siamo fatti promotori di un percorso condiviso – dichiara l’assessore all’ambiente, Fabio Longo – poiché riteniamo che il problema dell’inquinamento elettromagnetico investa l’intera comunità, e con tutta la comunità vada discusso». La prossima Conferenza sul monte Castellier, fa sapere Longo, non è ancora stata calendarizzata: «Vediamo i documenti e poi ne discuteremo: la norma statale menziona il limite di 20 volt/metro, ma i tribunali civili di mezza Italia stanno applicando i parametri comunitari, che impongono lo 0,6, da ridurre nel medio termine allo 0,2». La disposizione – contenuta nella risoluzione 1815 del maggio 2011 da parte del Consiglio europeo – si riferisce alla telefonia mobile, ma Longo non ha dubbi: «È un principio di precauzione applicabile anche alle antenne radio e tv». «La situazione è delicata – ammette l’assessore – ma faremo fronte comune, e andremo a fondo sulla questione».

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