Arriva il “Pit stop” allattamento Sala riservata alle neomamme

Ce ne sono voluti di anni per sdoganare il latte materno, sostituito a quello in polvere, soprattutto nel recente passato, anche per effetto delle massicce campagne pubblicitarie anni Novanta. E adesso anche l’ospedale di Monfalcone dà un segno tangibile del cambio di rotta. L’Azienda sanitaria ha infatti appena aperto lo spazio “Pit-stop allattamento”, dove le mamme possono dare da mangiare ai propri figli 24 ore su 24. Il servizio prende il nome dal “cambio gomme con pieno di benzina” di Formula Uno. Naturalmente qui il cambio riguarda il pannolino, e il “pieno” è di sano latte materno, «il miglior nutrimento per i bambini, ricco com’è di nutrienti e anticorpi» sottolinea l’Azienda sanitaria.
Il nuovo spazio è allestito nell’atrio del nosocomio, al piano terra vicino all’ingresso. Una zona appartata, ricavata da un corridoio d’entrata a forma di chiocciola. Un luogo dove le mamme possono insomma sentirsi a proprio agio ad allattare e cambiare pannolini: operazioni naturali ma spesso difficili a farsi proprio per la mancanza di un luogo adatto.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Lion’s Club, che ha contribuito all’allestimento dello spazio donando una poltrona e dipingendo un murales, opera di Lorenzo Michelin. Ed è patrocinata dall’Unicef, che ha sta aprendo 1. 500 Pip stop in Italia. Ecco che a Monfalcone la direttrice del reparto di Pediatria, Danica Dragovic, ha voluto provvedere anche al San Polo. Sia l’Unicef sia l’Oms raccomandano infatti l’allattamento al seno «in virtù degli effetti benefici che il latte materno ha, oltre che per il neonato, anche per madri, famiglie, collettività, sistema sanitario, ambiente e per la società in generale» riferiscono i medici. Pure secondo la Direzione di Salute pubblica della Commissione europea «la promozione e il favorire l’allattamento sono una delle priorità della salute pubblica in Europa, oltre che nel terzo mondo». Così scriveva già nel 1994 John Dobbing (Università di Manchester) sulla prestigiosa rivista medica internazionale The Lancet: «Se si rendesse disponibile un nuovo vaccino che prevenisse un milione o più di morti infantili all’anno, e che fosse oltretutto poco costoso, sicuro, somministrabile per bocca, e non richiedesse la “catena del freddo”, diventerebbe immediatamente un imperativo di salute pubblica. L’allattamento al seno può fare questo e altro – continua – ma richiede una sua “catena calda” di sostegno fatta da assistenza competente alle madri perché si proteggano da pratiche dannose. Se questa catena calda – concludeva – si è persa nella nostra cultura, o ha dei difetti, è giunto il tempo di farla funzionare». –
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