Arvedi: «La Ferriera ci interessa ancora»
«Crediamo nella produzione ma aspettiamo di avere dati certi sulla situazione ambientale»
Il Gruppo Arvedi, nonostante le trattative interrotte, è sempre interessato ad acquisire la Ferriera di Servola, ma non farà alcun passo fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla situazione ambientale. Lo ha detto lo stesso cavalier Giovanni Arvedi, ospite ieri a Buttrio di una manifestazione della Danieli. Arvedi ha anche detto che lo stabilimento siderurgico può avere ancora un ruolo e ha fatto capire che il gruppo di Cremona ha un progetto per una svolta produttiva e ambientale. «Non verremo a Trieste per fare la guerra delle carte bollate, ma per avere parametri certi di funzionamento. È una condizione inderogabile, altrimenti un imprenditore non può investire. Non è possibile restare nel limbo».
Gentile, riservato, quasi schivo, modi di fare da gentleman vecchio stile, l’imprenditore che è noto nel mondo dei produttori siderurgici come «l’innovatore dell’acciaio che dà lezione ai tedeschi» (che per le sue aziende a Cremona ha scelto il massimo rigore ambientale ed è anche l’inventore di un sistema rivoluzionario con una macchina a ciclo continuo in cui entra l’acciaio liquido ed esce in rotoli), spiega la posizione dell’azienda di fronte all’attuale situazione della Ferriera. «Certo che siamo interessati allo stabilimento di Servola – conferma Arvedi – non bisogna dimenticare che siamo clienti della Ferriera e che crediamo fortemente nella produzione dell’acciaio. Su questo lo stabilimento di Servola credo possa avere un ruolo importante».
Decisivo sarà l’ottenimento dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale che dovrebbe arrivare dalla Regione alla conclusione della conferenza dei servizi. Un documento essenziale per proseguire la produzione, atteso dalla Ferriera ma anche da altre aziende della regione. «Stiamo aspettando che si chiarisca la situazione dal punto di vista ambientale – continua l’imprenditore – che dovrebbe sfociare con termini chiari e parametri certi nell’Aia, l’Autorizzazione ambientale integrata, che guarda al futuro dell’azienda. Siamo interessati alla Ferriera, ripeto, ma prima vogliamo chiarezza. E credo sia giusto farla pensando anche ai 600 dipendenti».
Il gruppo Arvedi ha fatto già tutte le valutazioni sullo stabilimento e avrebbe anche un progetto per una svolta produttiva e ambientale per Servola come è accaduto per Cremona. Da Giovanni Arvedi, in questo caso, tuttavia nessuna conferma. Intanto il centrodestra in Provincia ha presentato ieri la preannunciata mozione di sfiducia per l’assessore all’Ambiente Ondina Barduzzi. «Si è limitata a criticare pesantemente il sindaco - scrive il capogruppo di Fi Claudio Grizon -, il quale può contare sulla solidarietà o collaborazione di Azienda sanitaria, ministero dell’Ambiente, Arpa, Regione, pm Frezza, mentre la Provincia continua a dimostrare scarso impegno sulla Ferriera». Infine fa sentire la propria voce anche il Gruppo Beppe Grillo Trieste.
I «Grillo boys» hanno scelto di sostenere la battaglia dei comitati di residenti a Servola. Martedì alle 17.30 in piazza Oberdan parteciperanno alla manifestazione organizzata per chiedere la chiusura dello stabilimento. L’evento, già ribattezzato «F-day», a richiamo del «Vaffa-day» voluto dal comico genovese poche settimane fa, è stato pubblicizzato ieri con un volantinaggio al centro commerciale «Torri d’Europa» e davanti ai cancelli dello stadio Rocco. I supporter di Grillo hanno invitato a partecipare anche i gruppi di Udine, Pordenone e Gorizia, per allargare la base della protesta e far conoscere al maggior numero di persone «la pericolosità dello stabilimento certificata dagli allarmanti dati del Cigra». Della mobilitazione popolare è stato informato anche lo staff di Beppe Grillo. La speranza dei supporter triestini è che il caso, vista la rilevanza nazionale, possa trovare spazio nel blog del comico.
g.g.
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